Vendere in parity rate – Quattro fattori che forse non hai considerato

Il gruppo Albergatore Pro esiste da 3 anni.

Ogni giorno cresce di numero, ogni anno si evolve nei concetti.

Tutto bene, ma c’è un “problema”.

Tendenzialmente non ripetiamo OGNI giorno concetti che abbiamo già affrontato. (Per questo esiste l’apposita funzione “cerca”)

Ma, contestualmente non possiamo dare per scontato che “i nuovi” siano in pari con tutti i “vecchi argomenti”

Infatti, mi rendo conto che alcuni principi che considero “scontati”, per molti non lo sono affatto.

Nello specifico mi riferisco al concetto di parity rate, tanto dibattuto quanto vasto nella sua complessità.

Partiamo dai fatti

A seguito della battaglia vinta da federalberghi oltre un anno fa, oggi gli hotel hanno il diritto contrattuale di poter vendere in “disparity” rispetto alle OTA, cioè a tariffe più vantaggiose.

Cosa vuol dire?

Vuole dire, ipersemplificando, che se vendo sulle OTA una camera doppia a 80€ in B&B, sul mio sito posso vederla a 75 € (o meno) e nessun avvocato mi recapiterá una diffida per questo.

Ora, giusto o sbagliato, non è questo il momento di discuterne e ho comunque già espresso il mio parere più volte in passato. (Se ti interessa digita “parity rate” nella sezione cerca)

La domanda di oggi invece é un’altra e più tecnica.

Cosa significa veramente parity rate?

Stesso prezzo?

Basta cosí? Sei sicuro?

No, te lo dico io, NON basta.

Anche se letteralmente è questo che significa, nei fatti la questione é molto più articolata.

La mia interpretazione è che si vende in parity rate quando le condizioni offerte sul sito ufficiale dell’hotel sono pari a quelle pubblicate sulle OTA.

Ma quali sono queste “condizioni”?

Facciamo insieme un breve riepilogo:

1. Prezzo: ovviamente si parte da qui. Se la Retta B&B sulle OTA é pari a 80 €, lo stesso prezzo DEVE essere disponibile sul sito. Ça va sans dire 🎩

2. Regole di deposito: se su booking è richiesta solo una carta di credito a garanzia, sul sito ufficiale non PUÒ essere richiesta una caparra. Nel del 30%, ne del 10%, ne di un euro. Perche questo cambia le condizioni (e tecnicamente immobilizzando un “capitale” causa anche un costo finanziario, ricordi la storia dell’euro nel carrello di Aldo Giovanni e Giacomo? 😜

3. Regole di cancellazione: se su booking c è una cancellazione gratuita a TRE giorni, sul sito non puó essere presente una cancellazione a CINQUE, ne a QUATTRO. Perché questo cambia le condizioni (e tecnicamente rappresenta un costo di cancellazione aggiuntivo in caso di cancellazione a quattro giorni)

4. Stesse rette disponibili: eh, si. Perché se il B&B è fuori allo stesso prezzo ma su booking c’é anche una “Non rimborsabile” scontata del 10%, ecco che cade la parity rate. Quindi stesso prezzo, STESSE RETTE.

5. Stessi sconti fidelity: ancora, si. Perche se esci su booking ad un prezzo di 80 €, con la non rimborsabile arrivi a 72 € (-10%) e con lo sconto booking genius, riservato agli utenti genius (cioè il 70% degli utenti) scendiamo di un altro 10% per arrivare 64,8, cioé ben 15€ in meno rispetto al 80€ di partenza. Quindi garantire SEMPRE sconti fedeltà ai clienti che hanno gia soggiornato (almeno 10%)

Ora, sto dicendo che TUTTI gli alberghi DEVONO adottare queste strategie?

Assolutamente no.

In alcuni RARI casi fortunati, incontrato albergatori che vivono felici in disparity.

Ma…

Se le OTA rappresentano un volume importante del tuo fatturato e tu credi di essere serenamente in parity rate ma la % di intermediazione non scende mai, ti consiglio caldamente di verificare i 4 punti di cui sopra.

Poi, se hai fatto tutti i compiti, ma dal tuo sito non batti un chiodo comunque, clicca su link qua sotto e iscriviti al corso di novembre che ti spiego come si fa.

https://www.albergatorepro.com/iscrizione/

P.s. abbiamo ancora 48 posti disponibili, Hurry up!!

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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