I fantasmi che visitano il tuo sito

Post tecnico (mi spiace ma oggi ti tocca).

Dato che ormai siamo a fine anno, spesso si tirano le somme su un po’ tutto, e tra le varie cose riecheggia anche la domanda:

Quante visite abbiamo fatto sul sito?

Ecco, a tal proposito volevo spiegarti un problema che negli ultimi anni sta coinvolgendo tutti gli account di google analytics:

il “ghost spam“.

Il ghost spam non sono altro che finte visite al tuo sito, che ti sballano tutte le statistiche.

Quindi se il tuo consulente di turno ti fa vedere tronfio quante visite ti ha portato, sarebbe bene che ti assicuri da dove siano arrivate, ovvero da quale “referral”.

I ghost referral sono molto facili da individuare:non hanno nomi di siti o portali su cui potresti aver fatto pubblicità (floating-share-buttons, traffic2cash.xyz o website-analyzer.info), e quasi sempre hanno una durata di permanenza sul tuo sito pari a zero secondi.

Sui nuovi siti, la percentuale di visite finte possono arrivare anche all’80%, su siti esistenti da anni con molto traffico, non superano il 20%, ma è sempre bene tenersene alla larga.

Ma cosa ci guadagnano i ghost spam?

Semplice, attirano gli utenti che vedendo un sito che porta centinaia di visite, ci cliccano sopra e nella migliore delle ipotesi, si beccano un virus.

E come si toglie sto ghost spam?

Basta creare dei filtri, ma non entro nei dettagli per non scendere ancor di più nel tecnico, fallo fare a chi ti segue il sito o chiedi al tuo consulente, in modo che capisca che non sei fesso e le visite fasulle non te le fai vendere

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

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