Destinazioni “con potenziale”

Ho volutamente lasciato calmare il putiferio che si é creato in questi giorni per non alimentare polemiche bellicose, che non rientrano nel mio stile nè in quello del gruppo.

Detto questo, per chi non avesse seguito la diatriba, durante le ultime settimane, diversi influencer hanno criticato la sardegna come destinazione tutistica evidenziandone i limiti organizzativi.

Nello specifico le carenze principali evidenziate sono queste:

==> insufficiente adeguamento tecnologico: pochissimi esercizi coperti da wi-fi, pochi pos, scarso livello di interazione on-line dei gestori delle varie attività (si, anche ALCUNI albergatori).

==> rapporto qualità prezzo assolutamente non competitivo con altre mete competitor.

==> scarsa attitudine a SERVIRE (nel senso più nobile del termine) il cliente secondo gli attuali canoni internazionali del turismo.

Ora, io abito a Riccione da sempre e non faccio testo.

Fra l altro amo la Sardegna e nello specifico considero Stintino una delle spiagge più belle in europa.

Proprio per questo vorrei allargare l’analisi a tutte le regioni dove il turismo non é ancora industria e fare una discussione più generale a scopo puramente didattico.

10 giorni fa sono stato a Sirolo nelle Marche.

Posto bellissimo.

Oggettivamente come scenario e mare da 10-0 a Riccione.

Lo dico da riccionese innamorato e non voglio leggere moti campanilistici ne da una campana ne dall’altra.

Comunque torniamo a noi. A Sirolo.

Promontorio con verde lussureggiante (tipo thailandia), acqua azzurrissima (tipo mexico), spiaggia di sassi molto caratteristica.

E tutto questo ben di dio cosa porta a Sirolo?

Niente, infatti Sirolo è “la spiaggia dei marchigiani” (senza nulla togliere, è un dato di fatto che l’80% dei bagnanti vengano dal circondario).

Ora, la prima reazione di chiunque abbia un minimo di fiuto per l’imprenditoria turistica, è tipicamente:

“Qui c’è un potenziale della madonna, facendo le cose diversamente, sarebbero tutti ricchi con il turismo”.

Concetto giusto, ma che parte da un assunto completamente sbagliato.

Le cose diversamente non le faranno MAI.

Vi racconto la mia esperienza in sintesi:

1. Arrivo alle 10 di mattina di martedì e TUTTI (3-4) gli stabilimenti attrezzati sono già completi e me lo comunicano senza nemmeno guardarmi in faccia come se fossi io in difetto a chiederlo a quell’ora in quel giorno.

2. Le spiagge libere sono a ridosso del promontorio che genera un ombra prematura già alle 16. Non una doccia. Non una rete per giocare a beach volley o qualsiasi altra forma di intrattenimento che compensi la mancanza di sole dopo quell’ora.

3. Gli unici DUE bar circostanti sono assediati e alle 14 hanno già finito qualsiasi cosa eccetto coca-cola e patatine. E già prima avevano 3 panini in croce.

Anche qui il gestore ti tratta come uno scocciatore.

E la signora vicina in spiaggia lo giustifica dicendo che “i rifornimenti arrivano attraverso il promontorio con una panda che alle 14 smette di girare perche tanto ormai la giornata é finita e loro sono svegli dalle 6 i poveretti“. Come se non potessero fare altri giri cambiando pilota e non fosse possibile prevedere un flusso di persone assolutamente normale per il periodo.

4. Il fruttivendolo in piazzetta dove abbiamo comprato delle pesche prima di rimetterci in auto verso casa (dato che al bar non era rimasto niente) ha mezzo-sbranato mia moglie per aver toccato la frutta prima di comprarla, nonostante lui stesse bellamente facendosi gli affari suoi chiacchierando di calcio con un amico.

Ripeto niente contro Sirolo, dove fra l’altro torno tutti gli anni.

Perché ci torno nonostante l’esperienza?

Perché ci arrivo in un’ora da casa, passo la giornata praticamente solo in acqua e la sera torno alla base.

Tornerò ancora, solo che porterò i panini da casa.

Semplicemente perché mi impediscono di spendere.

Ma uno che abita a Milano, Bergamo, Siena?

Perché dovrebbe venirci facendosi centinaia di chilometri in auto e pagando per ricevere questo tipo di servizi?

Per nessun motivo.

Infatti non lo fanno e Sirolo è destinata a rimanere “la spiaggia dei marchigiani”.

Ripeto, niente contro Sirolo.

Anzi preciso che, a fini didattici, puoi tranquillamente sostituire Sirolo con una delle altre centinaia di destinazioni turistiche con potenziale apparentemente insfruttato.

Vedrai che, magari cambiano gli esempi specifici, ma il senso non cambia.

Morale della favola?

Se nel 2016 una destinazione ha “potenziale insfruttato”, in Italia, nonostante internet, i blog, la crisi, le opportunità di guadagno che il turismo offre al 99%, quel potenziale rimarrà per sempre INSFRUTTATO.

Imprenditori capaci da fuori potrebbero risolvere il problema?

NO, conosco fior fior di imprenditori che si sono immolati aprendo attività in posti “con potenziale” e si sono quasi sempre ritirati per lo sconforto.

Perché un imprenditore (o alcuni) da soli non possono cambiare il tessuto di una destinazione.

Perché se tu hai un hotel e lavori bene, ma intorno ristoratori, bagnini, esercenti danneggiano i clienti, quelli magari ti ringraziano, ti fanno i complimenti per il TUO lavoro, ma NON tornano più.

Ergo, se ti viene voglia di aprire un hotel fuori dai grandi poli turistici, pensaci bene.

Fatti 1-2-3 viaggi studio PER CAPIRE, prima di valutare qualsiasi investimento.

E ricordati: se è una destinazione non ha un brand nel 2016, spesso è perché non lo vuole avere.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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