Il web marketing NON esiste

No, non sono impazzito.

E se te lo dice uno che vende software per le prenotazioni on-line, ha un blog con 1.500 iscritti, 1.000 contatti su linkedin e gestisce un gruppo su fb, forse dovresti continuare a leggere..

Una delle cose più interessanti che ho imparato in questi anni di studi e ricerche sul marketing e la sua evoluzione nel tempo, è l’enorme differenza culturale tra Stati Uniti (e paesi anglofoni in generale) e l’Italia.

Stati Uniti d’America vs. Stati Dis-uniti d’Italia

Mentre negli stati uniti, con milioni di persone che parlano la stessa lingua, il mercato è ultra competitivo da sempre, in italia ci sono diversi fattori che hanno contribuito a rendere lo scenario completamente diverso.

1) La guerra: dopo la fine della seconda guerra mondiale l’italia è un paese fisicamente distrutto.

E’ tutto da rifare.

Di conseguenza chiunque apra una nuova attività si trova in automatico una fila di clienti alla porta, che hanno bisogno di TUTTO.

E questo vale per qualunque settore e professione: fornai, elettricisti, muratori, società di trasporti fino ad arrivare a professionisti come avvocati, notai e commercialisti. Se te lo stai chiedendo si, anche per gli hotel vale la stessa cosa.

E’ evidente come in un contesto del genere fare marketing non serve. Basta fare bene il prodotto (o dare un buon servizio) e i clienti continueranno ad acquistare e generare passaparola.

Questo fenomeno ha reso gli italiani molto più artigiani che imprenditori e, a onor del vero, ha contribuito a farci primeggiare nella qualità dei prodotti che in alcuni casi hanno raggiunto lo status di eccellenze mondiali.

Ma, come detto, di marketing neanche l’ombra.

2) Diffidenza culturale: per quanto uniti sotto la stessa bandiera, l’italia è di fatto un insieme di stati indipendenti, meglio conosciuti come regioni, che hanno differenze culturali enormi tra loro e una profonda sfiducia verso ciò che arriva da “oltre confine”. (Maledetto Garibaldi!)

SIAMO IL PAESE DEI RIVENDITORI.

Per decenni, anche per grandi aziende come FIAT, è stato letteralmente impossibile vendere nelle diverse regioni senza “un aborigeno” che ci mettesse la faccia.

Gli Italiani vogliono la macchina che vedono in TV ma la vogliono comprare da Marco, Andrea, Antonio e Salvatore “Perchè così se ho un problema ci vado a casa a quello li”.

3) Credito facile: finito il boom del dopoguerra e della “ricostruzione” ci ha pensato il sistema bancario a “drogare” l’economia italiana concedendo soldi allegramente a chiunque avesse una partita iva e fosse in grado di far girare quattrini.

Ti stai chiedendo cosa c’entra questo con il marketing?

C’entra eccome, perchè il marketing è quella scienza strategica che consente ad un azienda di differenziarsi dalle altre evidenziando la propria unicità per vendere a prezzo più alto ed AUMENTARE i margini.

Ma con banche pronte a elargire capitali a chiunque ne faccia richiesta, chi ha voglia di sbattersi con il marketing per fare cassa?

Tanto basta una telefonata, no?

E poi si continua a fare un euro in meno dei concorrenti, fino al prossimo fido!

Finchè dura…

Ora, nel 2008 è successo un bel casino.

La crisi finanziaria ha fatto saltare il sistema bancario e ha scatenato un effetto a catena che ha letteralmente spazzato via tutti i protagonisti che non avevano i requisiti per restare sul mercato.

E se non fosse per la povera gente che è rimasta a casa da un giorno all’altro e per le famiglie che ne hanno sofferto, l’effetto sarebbe da considerarsi positivo.

Infatti gli imprenditori sopravvissuti si sono svegliati e si sono rimboccati le maniche alla ricerca di nuovi clienti.

Dove? Sul web!

Si, perchè mentre la crisi brandiva la sua scure, internet cresceva alla velocità della luce e in Italia si diffondevano “nuovi” fenomeni come la lead generation, il copywriting e il marketing a risposta diretta.

E siccome la stragrande maggioranza degli imprenditori non avevano le basi minime, i guru dell’on-line sono cresciuti come funghi approfittando di clienti che non avevano le difese immunitarie per difendersi dalle supercazzole.

Ora: Perchè ti dico che il web marketing non esiste?

Semplicemente perchè non esiste un marketing “diverso” che può essere applicato solo on-line.

La faccenda è molto più semplice: o ne sai di marketing, o non ne sai.

E se non conosci i principi fondamentali di marketing, non puoi minimamente pensare di muoverti on-line senza farti fregare dal santone di turno.

E ti svelo un altro segreto: se uno ne sa di marketing, intendo ne sa sul serio di marketing, se la passa bene.

Quindi se il tuo consulente web-marketing è in regime dei minimi “perchè altrimenti in Italia con le tasse ti ammazzano”, io un paio di domande me le farei.

Vediamo alcune delle famigerate strategie on-line che in America sono sempre esistite anche off-line?

==> Landing page: si chiamava “mezza pagina di giornale”. Mettevi il tuo annuncio su una rivista specializzata (a seconda del settore) e invece del bottone “clicca qui” c’era un bel numero verde da chiamare.

Do you remember?

==> Newsletter: ti ricordi il posta-target? Gli albergatori romagnoli se lo ricordano sicuramente perchè sono sempre stati cintura nera di cartoline cartacee e biglietti di auguri via posta.

==> Gruppi su fb: si chiamavano seminari e in America è dagli anni 50 che commerciali, conferenzieri e imprenditori in generale affittano sale in giro per il paese per creare relazione con clienti e potenziali clienti.

==> Offerte a tempo, bonus regalo: sono sempre esistite e ancora esistono in qualsiasi store che faccia capo ad una catena o una società con un minimo di strategia commerciale.

Sei mai entrato da Sephora con tua moglie?

Ok, anche per oggi la predica è finita e siamo giunti alla morale.

Quando ti propongono una nuova strategia di web-marketing, prima ancora di valutarla, pensa se è una cosa che si potrebbe fare anche off-line, nel mondo REALE.

Se la risposta è si, assicurati che sia possibile misurare il ritorno di investimento e fai un test.

Se la risposta è no, scappa più veloce che puoi.

Se invece non sai rispondere a questa domanda, beh, fatti consigliare da uno che di hotel e marketing ne sa qualcosa, sono qui apposta!

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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