Scopri come usare la musica per potenziare il marketing del tuo hotel anche se non puoi chiamare Jerry Calá e NON sai distinguere i Beatles dai Rolling Stones

Superate le vicissitudini dei giorni passati, il nostro viaggio prosegue.

Siamo arrivati a Bali.

Ora, al di là di tutto quello che potete leggere e vedere on-line, una delle cose difficili da spiegare di Bali per chi non ci é mai stato, é l’ATMOSFERA.

Qualcosa di unico e diverso anche da altri paesi vicini come Thailandia e Malesia.

In pratica l’isola é un microcosmo, un mix di vibrazioni che alterna la frenesia del traffico turistico a una sensazione di spiritualità diffusa.

E in questo contesto un ruolo decisivo ce l’ha LA MUSICA.

Proprio così.

Ogni ristorante, hotel, bar, chiosco sulla spiaggia ha un propria colonna sonora.

Prevalentemente musica lounge.

Che contribuisce in maniera decisiva al feeling del locale.

Come dici?

Ti stai chiedendo cosa c’entra tutto questo con il marketing del tuo hotel?

Vediamo subito.

La musica ha un potere evocativo e un forte impatto emozionale sulle persone.

Ti é mai capitato di cambiare stazione in radio, sentire per caso una canzone e tornare con la mente ad un preciso momento in cui l hai ascoltata in passato?

Ecco.

Sappi che sta cosa in PNL si chiama “ancoraggio” (o trigger per dirla in inglese)

E si basa sulla possibilitá di richiamare un determinato stato emotivo producendo uno stimolo (schioccare le dita, battere le mani ect)

Facciamo un altro paio di esempi?

==> Per alcuni calciatori indossare i parastinchi prima di una partita è un ancoraggio perchè in quel modo entrano nella modalità battaglia e trasmettono al cervello il messaggio che “ora si fa sul serio” (in allenamento non si mettono)

==> In molti film e serie Tv, prima di una scena particolarmente coinvolgente, parte un certo stacco musicale e quando lo senti sai gia che sta qualcosa sta per succedere (pensa alla musichetta che anticipa l’emersione della pinna ne “lo squalo” o alle percussioni prima delle scene clou di gomorra)

Ora, si da il caso che la musica sia un ancoraggio POTENTISSIMO.

E infatti molti brand la sfruttano per creare un legame emotivo con i propri fan.

Dolce e Gabbana, ad esempio, in ogni spot ha come colonna sonora grandi classici della canzone italiana (Nel blu dipinto di blu, Parlami d’amore Mariu, Buonasera di Fred Bongusto ect)

E le stesse canzoni sono riproposte in filodiffusione in OGNI boutique del gruppo.

Fino ad arrivare al punto che alcuni non conoscono il titolo della canzone originale ma riconoscono la canzone come “quella dello spot di D&G” (se sei tra questi sei malamente invitato ad auto-bannarti dal gruppo)

Ora, tornando al nostro mondo, come possiamo declinare questa strategia agli hotel?

Semplice.

Sei mai stato in un villaggio vacanze?

Hai presente quei gingle creati ad hoc dai tour operator che gli animatori cantano e fanno cantare ai clienti fino alla nausea?

Ecco, magari quando ti é capitato li hai pure odiati.

E allora perché continuano a farlo, da anni?

Semplice, perché una volta finite le vacanze, hai anche continuato a canticchiare quella stupida canzoncina e intanto con la mente tornavi agli aperitivi a borda piscina di quei giorni spensierati…

Quindi cosa ti consiglio?

Crea la colonna sonora del tuo hotel.

Studia l’atmosfera che vuoi trasmettere in base al brand (se ne hai uno), seleziona i brani, mettili insieme.

Poi mandali in filodiffusione.

24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Fino a quando i clienti non collegheranno quelle canzoni al tuo hotel e il tuo hotel a quelle canzoni.

In automatico.

Poi, se sei un tipo da ciliegina sulla torta, puoi realizzare un cd o una chiavetta da consegnare al check-out per incentivare l’ascolto anche dopo il rientro a casa.

Tutto chiaro?

Certo, non é difficile. Ma temo di sapere già cosa stai pensando…

“Tutto bello Gian Marco ma queste sono cose da villaggi e grandi alberghi…”

Ah si?

E se ti dicessi che settimana scorsa ho incontrato un albergatrice di un 3 stelle di rimini che ha addirittura registrato la propria sigla?!?

E se ti dicessi che i clienti (nel suo caso bambini) diventano matti per la sigla?

E che quando chiamano, PRIMA di prenotare, la conoscono già?

Adesso che scusa ti inventi?

P.s. se non mi credi, guarda qui:

P.p.s. Adesso capisci perchè il mitico Oscar (albergatore di Cortina) in vacanze di natale ‘83 dava “mezza zucca” a settimana a Billo (Jerry Calà) per fare piano bar?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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