Nel bene o nel male Matera non sarà più la stessa

Come anticipato nel post dell’altra sera, ho deciso di parlarti della situazione di Matera perché credo sia significativa ed emblematica di una dinamica diffusa nelle destinazioni turistiche “emergenti”.

Ora, per chi non lo sapesse, dal 19 gennaio 2019 Matera è capitale europea della cultura e ospiterà una kermesse lunga 48 settimane con eventi di ogni sorta come mostre, spettacoli ed escursioni uniche tra i sassi.

Inutile dire che si tratta di un’ENORME opportunità per il turismo locale che riceverà una vera e propria ondata di attenzione mediatica internazionale.

Ma facciamo un passo indietro.

Perché Matera, con la sua storia millenaria, non nasce certo ieri. 

Nemmeno dal punto di vista turistico.

Al contrario.

Meglio nota come “la città dei sassi” il gioiello lucano dal 2010 al 2017 ha visto le presenze salire del 176% staccando di gran lunga tutte le altre città d’arte per percentuale di crescita.

Il punto è che questa crescita, per quanto rapida, è stata PROGRESSIVA e in qualche modo “sostenibile”.

  • Ma nel 2019 le cose cambieranno.

Perché al già citato aumento del 176% si andrà ad aggiungere, con tutta probabilità, il + 30% annuo stimato dalle proiezioni di’incremento presenze 2019.

Tutto bello e teoricamente positivo.

Ma in pratica cosa succederà?

Succederà che Matera, da gioiello “di nicchia”, meta divenuta popolare tramite passaparola on-line e off-line tra appassionati di città d’arte, diventerà in breve tempo “mainstream” attirando un’audicence molto più eterogenea.

Inglesi, americani, australiani e persone da ogni parte del mondo giungeranno in Basilicata per scoprire una “nuova” destinazione turistica.

Senza sapere esattamente cosa aspettarsi.

O meglio, aspettandosi appunto una destinazione turistica attrezzata per ATTIRARE, INTRATTENERE e SERVIRE gli ospiti in arrivo.

Ora, io ti dico che Matera non sarà più la stessa.

E alcuni di voi nei commenti hanno additato alcune possibili cause del cambiamento in negativo e/o in positivo:

  • “Perché gli albergatori stanno diventando professionisti..”
  • “Per gli investimenti strutturali atti a migliorare l’urbanistica”
  • “Per trasporti insufficienti”

Niente da dire.

Sono tutti oggettivamente importanti fattori di cambiamento.

Ma c’è un fattore ancora più importante che farà la differenza tra il PRIMA E IL DOPO.

La mentalità.

Matera, e tutti gli attori locali coinvolti nell’industria turistica locale, dovranno fare un salto di qualità in termini di attitudine e organizzazione sistemica.

Dovranno essere pronti ad assecondare le esigenze di nuovi e più grandi flussi internazionali, proteggendo tradizioni e costumi locali, SENZA impantanarsi nei tipici alibi provincialistici italiani.

Cosa intendo dire?

Intendo dire che il turismo è una missione COLLETTIVA.

Non è solo chi ci guadagna DIRETTAMENTE a fare turismo.

Non solo gli albergatori.

Non solo i ristoratori.

Anche i passanti che danno indicazioni per strada “fanno turismo”.

Anche chi si occupa di tutt’altro deve imparare a tollerare e raccogliere “la carta di un gelato gettata a terra” da un turista che spendendo i suoi soldi in paese permette ai figli di mantenersi gli studi lavorando come camerieri o receptionist.

Perchè l’attitudine viene PRIMA.

Non basta progettare strutture-gioiello e studiare revenue per venderle a 400€ a notte (cosa buona e giusta)

I bar e le attività commerciali, DEVONO restare aperte. SEMPRE. O almeno 12 ore.

Perché nel 2019 NON esiste vedere il negozio di souvenir chiuso nel primo pomeriggio per consentire al gestore di fare “la siesta pomeridiana”.

Perché quella siesta che a voi sembra innocua impedisce a un turista che ha un aereo due d’ore dopo di portarsi a casa “un oggetto narrativo” che continuerà a fare pubblicità a Matera per 100 anni entrando di diritto nel libro dei ricordi di una famiglia che vive dall’altra parte del mondo.

Altra cosa non scontata.

Il rito del pranzo dalle 12 alle 14 con la pasta asciutta di mammà esiste solo in Italia.

Solo in provincia.

E per quanto a casa nostra è importante e sano salvaguardare certe tradizioni, NON POSSIAMO IMPORLE ai turisti.

Un americano che arriva in aereo e atterra -chennesò- a Brindisi alle 14.00 arriva a Matera alle 16.00 e vuole mangiare.

DEVE potere mangiare.

E sai cosa vuole mangiare?

Un piatto di pasta.

Non un tramezzino di gomma cotto e fontina che potrebbe trovare in un qualsiasi fast food alla fermata della metropolitana della città dove vive.

Quindi anche gli orari dei ristoranti devono essere “elastici”. 

Anche se ci sembra strano.

Anche se noi a casa nostra non facciamo così.

E quando alle 4 del pomeriggio chiedono un piatto di pasta la risposta non può essere “la cucina è chiusa” con tono a metà tra lo strafottente e l’infastidito e l’aria di chi parla con un “troglodita che non sa che la pasta non si mangia alle 5 del pomeriggio” (in base a chissà quale principio “religioso”)

Solo così ci si apre veramente al mondo.

Solo così si fa del turismo un’INDUSTRIA.

Ovviamente tutto questo NON vale solo per Matera. 

Vale per tutte quelle destinazioni “emergenti” che grazie all’arrivo di una compagnia low cost in un aeroporto nelle vicinanze si trovano a gestire inaspettati flussi turistici.

Quindi, cari amici Materani, nel 2019 avete si una GRANDE opportunità.

Ma sulla base della mia esperienza di 20 anni, ve lo ripeto.

In un modo o nell’altro Matera non sarà MAI più la stessa

Potrete cogliere questa opportunità e decollare definitivamente nell’olimpo delle destinazioni più ambite, facendo scoprire il vostro tesoro di inestimabile bellezza a centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.

Oppure potrete dimostrarvi impreparati e subire il contraccolpo che in pochi anni riporterà la città ad essere una semplice destinazione di nicchia come tante.

A voi la scelta.

#matera #albergatorepro

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