Il tuo hotel è una commodity?

Notizia del giorno: Bookingpuntocom ha raggiunto UN MILIONE di strutture a catalogo.

Nota interessante: questo numero è raddoppiato negli ultimi due anni.

Significa che nel 2014 le strutture erano 500.000.

Dentro c è di tutto: imbarcazioni (!) case, ville, castelli, appartamenti, agriturismo, residence, hotel e resort.

Ora ti faccio una domanda: quante saranno queste strutture nel 2018? Due milioni? Molto probabile.

E cosa significa tutto questo per te?

Che la pacchia sta per finire.

Mi spiego meglio.

Fino a 3-4 anni fa, all’inizio della vera esplosione di booking, era tutto più facile.

Bastava aprirsi il proprio account sul grande fratello blu, lavorare sodo, dare un buon servizio, correggere gli errori riscontrati dalle recensioni e magicamente, se la destinazione non era proprio fuori dalle cartine GPS, iniziavano ad arrivare prenotazioni. A getto più o meno continuo.

Ora è sempre più dura.

Con 1 MILIONE di strutture a catalogo, se il tuo hotel non mira ad un target ben preciso con un’identità forte, torna ad essere quello che era nel 2008: una commodity. Solo che oggi c’è molta più offerta.

Che cos’è una commodity?

Ti cito wikipedia:

una commodity è un bene per cui c’è domanda ma che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio, l’oro, il caffè e il legname.

Te la faccio più brutta?

Il cliente medio, che usa booking per prenotare, non capisce la differenza.

Certo, può leggere i giudizi, filtrare la posizione e le caratteristiche ma, con UN MILIONE di strutture a catalogo, una volta rispettati i requisiti, prenotare un hotel o l’altro diventa solo una questione di prezzo, condannando gli hotel ad una “guerra tra poveri”.

Te ne dico un’altra?

Non puoi neanche più pensare che “il cliente di booking non è un buon cliente.”

Il cliente di booking ormai è CHIUNQUE.

Sono io, sei te, è tua zia.

Con UN MILIONE di strutture a catalogo, oggi siamo di fronte al google degli hotel.

E, che ti piaccia o no, il dominio sarà sempre più netto in futuro.

Tant’è che perfino google, rendendosi conto degli investimenti e delle risorse necessarie per contrastarlo, ha rinunciato.

Ora la domanda è molto semplice:

Vuoi rimanere nel frullatore delle centinaia di migliaia di hotel ugualoidi nel mondo, diventare sempre più ostaggio delle commissioni di chi tira i fili e scannarti con i tuoi competitor per una differenza di 5 €?

Continua pure, ma almeno io potrò dire di averti avvisato.

In caso contrario, c’è una sola cosa che puoi fare.

Trasformare il tuo hotel in un brand.

Il “problema” è che per farlo dovrai imparare come creare un identità unica, selezionare il tuo target in maniera chirurgica e formulare una promessa forte in grado di farti diventare l’unica opzione possibile per i clienti che HAI scelto.

Una volta fatto ciò avrai letteralmente dematerializzato i tuoi competitor.

Nel senso che non esisteranno più.

Come dici? Non sai da dove cominciare?

Sei fortunato, “Trasforma il tuo hotel in un brand” è il titolo di uno dei 7 speech del primo evento albergatore pro che terremo a settembre.

Ti svelerò personalmente il metodo scientifico step-by-step per creare un identità unica per il tuo hotel, scoprirai cos’è veramente il marketing strategico e ti accorgerai che non c’entra niente con quello che ti hanno raccontato fino ad oggi.

P.s. Se stai valutando una ristrutturazione del tuo hotel, non azzardarti neanche a muovere un mattone senza sapere di cosa sto parlando.

Rendersi conto di aver sbagliato strada quando ormai è troppo tardi, potrebbe costarti qualche milione di euro.

Ci vediamo a settembre!

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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