Golden nugget – Tempi di servizio del caffè

Stasera ti regalo una mini pillola estratta dai nuovi appunti di Stefano Zannoni sul breakfast.

Lo faccio perché questo é il classico esempio di quello che gli americani chiamano “golden nugget” o, come diremmo noi, “pepita d oro”, e mi permette di spiegare un aspetto fondamentale del corso di settembre.

Cioè il dettaglio che fa la differenza.

Perché è vero che per diventare Albergatore Professionisti occorre lavorare sui principi fondamentali.

E qui sopra lo facciamo OGNI giorno.

Ma è anche vero che alla prossima edizione del corso parteciperanno alcuni albergatori che sono già professionisti.

E sai dove sta la differenza tra un albergatore professionista e un CAMPIONE?

Esatto, nel dettaglio.

La singola attenzione che, da SOLA, può fare la differenza anche nel complesso di un servizio già ottimo.

Per renderlo eccellente.

E questa è una delle cose che nel corso Albergatore Pro ricerchiamo costantemente.

Ma torniamo al nostro caffè.

Una delle cose di cui abbiamo discusso con Stefano è la “cultura Starbucks” e come essa sia riuscita a modificare le abitudini delle persone nel mondo.

Perfino in Italia, dove la catena non ha ancora ufficialmente aperto negozi, è esplosa la mania di muffin, pancake e caffè “americani”.

Ora, a prescindere dai gusti personali e dalle responsabilità di Starbucks, quella che viene definita “american coffee experience” incide anche sui tempi.

Proprio così.

Basti pensare quanto tempo ci vuole per consumare un caffè americano lungo servito alla temperatura della lava vulcanica.

10 minuti per renderlo bevibile senza vedere la propria lingua sciogliersi come un biscotto.

 10 minuti per berlo.

Ora, partiamo dal dire che nel 90% degli hotel italiani il caffè americano NON esiste (male!)

E se stai leggendo compiaciuto pensando di rientrare nel 10%, sappi che NO.

L’espresso con acqua calda a parte non è caffè americano.

Sai come si chiama in realtà?

Espresso con acqua calda a parte.

Ora detto questo, noi italiani abbiamo ancora l’abitudine atavica legata a caffè e brioche.

Con il caffè servito e bevuto in tempo reale, più veloce di cambio gomme in formula uno.

E questo porta come conseguenza che i camerieri, chiedano e servano il caffè immediatamente.

Tanto che spesso il caffè arriva mentre il cliente ancora sta cercando il piatto sul buffet.

Così quando il malcapitato torna a tavola lo beve freddo.

E la schiuma non c’è più.

Rafforzando il mito secondo il quale “il caffè buono si beve solo al bar”.

Sai cosa basterebbe fare invece?

Basterebbe che il cameriere, quando prende l’ordinazione, chieda al cliente QUANDO lo vuole.

“Glielo servo subito o aspettiamo?”

“Mi fa cenno lei quando è pronto?”

Ecco.

Questo è un dettaglio che fa la differenza.

Perché, con una singola domanda, senza costi aggiuntivi, si genera una migliore esperienza di servizio e si da un impagabile dimostrazione di professionalità.

Ti stai chiedendo perché ho deciso di parlarti di breakfast e caffè alle 20.26 di domenica sera?

Due motivi.

1) Perché sono ufficialmente chiuse le candidature per la diretta sul breakfast. Entro domani ti comunicheremo il prescelto.

2) Perché cosi stasera mandi un bel messaggio ai capi servizio sulla chat dell’hotel (perchè ce l’hai vero?) e ti raccomandi che, DA DOMANI MATTINA, i camerieri chiedano sempre al cliente quando vuole servito il caffé.

P.s. Siamo a circa 70 iscritti per il corso di settembre e mancano una decina di posti per arrivare a 80 che, considerando staff e docenti, ci porteranno a completamento sala.

P. p. s. Da lunedi il prezzo sale ancora. Hurry up!!

https://www.albergatorepro.com/evento-albergatore-pro-2017/

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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