Quando i figli di papà eridatano i muri ma NON la mentalità

Oggi vorrei affrontare un argomento che mi sta “sullo stomaco” e chiarire una questione importante una volta per tutte.

Ma prima un paio di premesse dovute.

Come i veccchi del gruppo sanno, sono letteralmente NATO E CRESCIUTO in hotel.

Proprio così.

Ho passato i primi 25 anni della mia vita in trincea e ho gradualmente superato tutta la trafila da “giovane marmotta” a parte integrante della squadra.

Questo significa che nel tempo ho fatto TUTTI i passaggi, GRADINO per GRADINO.

Di seguito alcune delle mansioni di cui mi sono occupato in ordine cronologico (alcuni di voi ci sono passati senz’altro)

==> Mettere i buoni delle consumazioni del bar dentro le buste della main courante
==> Sintonizzare i canali tv dei vari paesi stranieri prima che arrivassero i gruppi a maggio
==> Assistere alle trattative telefoniche di mio nonno
==> Andare ad aprire le porte alle vecchiette che puntualmente dimenticavano la chiave dentro la camera OGNI GIORNO, OGNI SETTEMBRE
==> Regolare i livelli di ph e cloro in piscina e pulire i maledetti skimmer (si scrive cosi?)
==> Fare i check-in
==> Registrare le schedine
==> Portare le schedine cartacee in bici all’azienda di soggiorno (si, perchè una volta NON esisteva l’alloggiati web)
==> Fare i caffè
==> Caricare i prodotti dei menu nei primi gestionali in dos
==> Fare i prezzi (ma qui siamo già più avanti)
==> Assistere gli organizzatori dei meeting per le esigenze di sala (ultimo ruolo ufficiale prima dell’uscita)

Ma non è “solo questo”.

Perchè, al di là delle mansioni svolte, l’albergo è talmente casa mia che se chiudo gli occhi e penso ai primi ricordi che ho dell’infanzia, sento ancora l’odore del ferro caldo passato sulle lenzuola quando entravo in stireria.

Se sei troppo giovane per capire cosa intendo, sappi che una volta si stirava tutto “in casa” e l’outsourcing non sapevamo nemmeno cosa fosse.

Detto questo, a volte, non sempre, ma più di quanto vorrei, mi capita di essere contattato da “albergatori” sulla 40ina in piena sindrome da Peter Pan (tra 7 righe ti spiego cosa intendo)

Per me è facile capirli.

Tanto che quando mi raccontano la loro storia e la loro situazione, a volte non serve nemmeno che completino le frasi perchè ho provato sulla mia pelle le stesse esperienze, le stesse emozioni, ho compiuto lo stesso percorso.

Ma, c’è un però.

Cioè che alcuni di loro NON sono VERI albergatori.

E’ vero, il background è lo stesso di quelli veri.

Ma il fatto che abbiano “visto cose” non significa che abbiano capito veramente come funzionano. (anche se loro ne sono profondamente convinti)

Esattamente come aver visto tante partite allo stadio non fa di me un giocatore di serie A.

Ovviamente ci persone e persone e i motivi degli atteggiamenti possono essere diversi.

Alcuni sono stati tarpati dall’eccessiva autorevolezza dei genitori, altri per caratteristiche caratteriali, altri ancora per pigrizia o troppo amore per la “bella vita”

E ti assicuro che se sommiamo tutte queste categorie arriamo vicini al 50% del totale.

Ora, niente di male, per carità.

Ognuno è libero di fare quello che vuole nella vita e seguire le proprie inclinazioni.

Non tutti devono per forza AMARE l’hotel, come noi.

Anche perchè, per contraltare, conosco decine di albergatori di seconda o terza generazione che hanno migliorato notevolmente l’hotel di famiglia o creato un piccolo impero.

Ma allora perchè la cosa mi disturba così tanto?

Semplice, perchè gli “albergatori sbagliati” sono stati un FRENO all’intero movimento.

Il fatto di essere stati a bordo piscina senza mai tuffarsi e lasciare che i genitori “tirassero la carretta” perchè il ruolo di “figlio di” gli consentiva di avere tutti gli agi senza responsabilità, ha impedito agli hotel di crescere.

Perchè è facile uscire in cabrio il sabato sera con gli amici quando la domenica mattina si rimane a letto fino a mezzogiorno mentre qualcun altro fa i check-out..

Ma ora che ormai i genitori sono passati a miglior vita, o hanno raggiunto un’età che non gli consente più di essere competitivi col mondo che cambia…

Sono CAZZI.

Scusa il francesismo, ma non saprei come dirlo diversamente.

Perchè se a 40 anni ti ritrovi con un ruolo “imprenditoriale” senza aver mai preso una decisione in vita tua (no, scegliere il colore della camicia non vale) , è molto difficile cambiare.

E non puoi sperare che sia il babbino a decidere se devi partecipare ad un corso, investire in uno strumento o in una ristrutturazione.

Attenzione.

Con questo non voglio certo sminuire i vecchietti terribili della generazione precedente.

Perchè a volte incontro 70enni che mi danno 4 giri di pista.

Il punto è che vengono da un’altra epoca.

E il mondo negli ultimi 20 anni è cambiato con una velocità tale che non gli ha consentito di aggiornarsi.

Ed è normale che sia così.

Solo che se tu che oggi hai 40 anni ti aspetti che uno di 70 possa consigliarti su temi di branding, copywriting, campagne adwords, revenue e compagnia cantante…

Mi dispiace, ma SEI FUORI TEMPO MASSIMO.

Quindi i casi sono due.

O ti dai una svegliata ti guardi allo specchio, ti rimbocchi le maniche e accetti l’idea che il destino del tuo hotel dipende da te…

Oppure ti fai dai parte e lasci che qualcuno più preparato, più determinato e più appassionato di te gestisca l’albergo al massimo del suo potenziale.

Nell’interesse TUO, del futuro del tuo hotel, della tua destinazione e dell’intero movimento turistico.

Perche ti do una notizia nel caso non te ne fossi accorto.

Il bengodi è finito da un pezzo e gli anni 90 sono un lontano ricordo.

E se non ti muovi ADESSO, e continui a “gestire” l’albergo come se i risultati fossero garantiti dal cielo, tra qualche anno anche gli inverni alle Mauritius diventeranno un miraggio, fiocco di neve.

Quindi Sig. arbitro, chiedo la sostituzione.

Fuori i BAMBOCCIONI, dentro gli Albergatori Pro.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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