Albergatori di seconda generazione – rapporto con lo staff

Uno dei problemi che riscontro più spesso confrontandomi con gli albergatori é sicuramente la gestione dello staff.

E i motivi sono i più disparati.

Per prima cosa l’industria del turismo, per quanto produca costantemente nuovi posti di lavoro, non è sicuramente “sexy” per i candidati.

Vediamo insieme alcuni limiti?

==> si lavora nel week end
==> si lavora nei festivi
==> si lavora in orari non convenzionali
==> offre contratti nella maggior parte dei casi “a tempo”
==> gli stipendi sono allineati ad altri settori e non compensano gli “svantaggi” di cui sopra

Quindi diciamo che esistono delle criticità OGGETTIVE.

Ma non é tutto.

Perché, anche laddove si trovano persone che hanno sposato la causa, accettando pregi e difetti del lavoro, in hotel riscontro conflitti e tensioni.

E anche qui serve fare un analisi del contesto per capire.

In Italia oltre il 70% degli hotel sono a “GESTIONE FAMILIARE”.

Ora, al di là del metodo con cui vengono gestiti, significa che piú di un componente della stessa famiglia é occupato nell’azienda hotel.

A questo si aggiunga che, una buona parte di queste attività familiari, sono giunte alla TERZA o QUARTA GENERAZIONE.

Con la conseguenza che, al momento del cambio generazionale, i nuovi albergatori insieme “allo scettro” ereditano anche lo STAFF ASSUNTO DAI GENITORI.

E questo offre loro la possibilità di circondarsi di professionisti fidati con anni di esperienza alle spalle.

Persone che conoscono “la casa”..

Solo che, come sapete, la maggior parte degli albergatori di seconda o terza generazione, sono letteralmente NATI E CRESCIUTI in hotel.

E questo significa che i camerieri storici erano quelli che “davano loro il biscottino quando ancora non andavano a scuola” e le segretarie erano quelle che “li tenevano sulle gambe mentre i genitori si assentavano per fare le commissioni”

E non perdono occasione per ricordarlo.

E cosi, al momento del cambio di ruolo, quelli che dovevano essere vantaggi, si trasformano in PROBLEMI.

Perché non tutti i figli di albergatori hanno la LEADERSHIP per fare gli imprenditori.

E in alcuni casi nemmeno la vocazione sufficiente per svilupparla.

E succede che le persone che li circondano “lo sentono” e pensano che la propria ESPERIENZA valga di più delle DIRETTIVE che ricevono dal ragazzo “al quale davano i biscottini quando era piccolo”

Ed é qui che i problemi diventano “psicodrammi”.

Perche, i nuovi albergatori non riescono ad imporsi, anche per rispetto del rapporto che i lavoratori hanno con la famiglia.

E i lavoratori finiscono per NON riconoscere la nuova autoritá contaminando anche il resto dello staff con la loro influenza fino ad arrivare ad una specie di “autogestione controllata”

Ora.. lo so che è triste e difficile da accettare perché la situazione sopra descritta implica un forte coinvolgimento emotivo…

Ma le soluzioni possibili sono solo 2:

==> affrontare i dissidenti fino al “punto di rottura” pur di ottenere rispetto e ridefinire i ruoli definitivamente

==> allontanarli (con tutto ciò che ne consegue) e assumere nuovi professionisti che ti riconoscano da subito come capo.

Ma non temere.

Se anche tu hai dovuto affrontare situazioni simili e non sai come gestirle.

Al prossimo corso Albergatore Pro avremmo un nuovo docente TOP class che abbiamo invitato apposta per parlare della leadership dell’imprenditore.

E il bello é che, oltre ad essere UN CAMPIONE, la moglie gestisce un attivitá turistica, quindi parla la nostra stessa lingua.

Ripeto per tutti: abbiamo ormai superato quota 100 e la prossima settimana apriremo ufficialmente le iscrizioni comunicando la sede del corso.

Quindi, se vuoi essere dei nostri, NON rimandare.

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Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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