Il vecchio campionato non esiste più: scopri come ottenere il pass per la Champions League e tornare a giocare per VINCERE in un paese che lotta per non retrocedere


Il calendario recita 19 agosto, il Ferragosto è alle spalle e si comincia a tirare il fiato.

Così, ieri mattina, mentre bevevo il solito caffè americano durante la mia immancabile rassegna stampa sul mercato del turismo, ho letto una notizia riguardo le analisi dei mesi appena trascorsi.

Notizia secondo la quale, pur avendo tutti i dati a disposizione, i responsabili Istat stentano ad interpretare la strana estate del 2019:

«Abbiamo cifre discordanti anche nella stessa località: alcuni imprenditori lamentano cali del 50%, altri sorridono per un +15-20%». La media, per il litorale laziale, sarebbe del 30%. È un’Italia a macchia di leopardo, difficile fare una valutazione complessiva tenendo conto di vacanzieri italiani e stranieri, turismo di lusso e vacanze a basso costo”.

Ora, fate un attimo attenzione perché vi do la mia visione.

Se c’è una-lezione-UNA che ci ha insegnato questa estate schizofrenica è che il mercato, per come lo conoscevamo, NON esiste più.

Cosa intendo dire?

Che non ha più senso parlare di destinazioni fortunate e non, di segmenti buoni e segmenti cattivi, di classe media, ricchi e poveri.

Non c’è nessuna Calabria che va male o Liguria che va bene.

Nemmeno i trend esistono più.

E per quanto tempo si possa investire ad analizzare dati specifici ed aggregati, non c’è un solo filo da seguire che spieghi in maniera chiara, gli andamenti MACRO di una singola destinazione in un mese specifico.

E se ve lo dice uno che fa questo OGNI giorno, da DIECI anni, potete crederci.

Al contrario, c’è una TENDENZA sempre più evidente che gli scienziati dell’Istat non riescono ad intercettare.

La differenza tra chi SA fare marketing e chi non lo so fare.

Quella differenza che porta un Albergatore Pro a fare +10% su un storico già formidabile, in una destinazione che fa -13% di media.

Quella che porta un albergatore disperato dai risultati a vendere un hotel ad un altro albergatore che lo acquista senza sborsare soldi suoi, forte del fatto che riuscirà a pagarlo con gli utili che sa di poter generare.

Perchè le banche conoscono i suoi numeri e gli fanno credito.

La differenza tra un Pro che decide di chiudere il ristorante del suo hotel sul cucuzzolo di una montagna nell’ambito di un’operazione di rebranding e finisce per fare il record storico di occupazione in un clima di desolazione circostante…

Ora, potrei andare avanti per ore ma penso abbiate capito il senso.

Il senso é che fino a 10 anni fa la differenza tra chi faceva bene marketing e chi non lo faceva era “sostenibile”.

Più o meno la stessa differenza che c’era tra una squadra blasonata e una provinciale armata di voglia e determinazione.

Insomma, un albergo senza marketing poteva ancora sopravvivere e il Verona poteva anche vincere il campionato…

Adesso segnatevi questa.

Oggi un hotel con un sistema di marketing, rispetto ad uno che non ce l’ha, fa UN altro SPORT, letteralmente.

Nella misura di fare +10/15%, dove gli altri fanno -30%.

Esattamente come un Top club europeo come Real Madrid, Manchester United e Bayern Monaco puó permettersi di spendere PER UN giocatore, quello che una squadra normale non spende per tutti i giocatori in rosa.

In 3 anni.

Ti stai chiedendo cosa significa tutto questo per il futuro del tuo hotel?

Significa che è finita l’era dei campionati “regionali” tra competitor dello stesso paese.

Siamo nell’era della Champions League.

Un nuovo sport dove i migliori Albergatori italiani e internazionali competono in un torneo a parte, senza confini territoriali.

Uno sport che premia la conoscenza e condanna a morte l’ignoranza di chi non ha strategie e strumenti.

Uno sport dove non basta più il proprietario abbiente che prende i soldi sotto il materasso per ripianare un annata storta.

Uno sport dove chi fattura di più, avrà sempre più risorse da investire nel marketing, nelle ristrutturazioni e per attirare i migliori professionisti.

Incrementando impietosamente il GAP con chi invece è costretto a viaggiare col freno tirato e risparmiare su tutto per tirare a campare.

Ora, capisco che lo scenario così descritto a qualcuno potrà sembra apocalittico, ma vi garantisco che siamo solo all’inizio di un fenomeno che nei prossimi anni porterà l’attuale spaccatura a trasformarsi in un baratro delle proporzioni del Gran Kenyon.

Da una parte gli albergatori professionisti prospereranno, otterranno grandi soddisfazioni e margini sempre più alti, che permetteranno loro di raggiungere tutti gli obiettivi professionali e personali.

Dall’altra, i mestieranti si estingueranno, come una nobile decaduta tra i dilettanti per “questioni di bilancio”.

A questo punto sta a te decidere da che parte stare.

Puoi decidere di continuare ad aspettare tempi migliori e ritrovarti in inverno davanti al camino a sfogliare vecchi album ingialliti in cerca di ricordi perduti…

Oppure puoi cliccare sul bottone qua sotto e fare il primo passo per tornare nel giro che conta.

Ma ti avverto.

Il 25-26 novembre a Riccione suoneremo la musica della Champions League e centinaia di tuoi colleghi usciranno dalla due giorni pronti ad affrontare il 2020 più carichi di un “Pippo Inzaghi d’annata”.

Unisciti a noi o presto certi numeri non li vedrai più nemmeno in tv!

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