Il fruttivendolo marketer e la boutique della frutta

Oggi voglio condividere con te alcune importanti lezioni di marketing che ho imparato nel tempo… dal mio fruttivendolo.

Si, hai capito bene e NO, non sono impazzito.

Ma partiamo dal principio.

Bruno, cosi si chiama il personaggio in questione, é il fruttivendolo “di lusso” di Riccione, il paese dove vivo.

Il suo è un negozio storico del paese e ha indubbiamente frutta di qualità ma la sua forza, neanche a dirlo, sta nel brand.

È da tutti conosciuto come “la boutique della frutta“, titolo “ad honorem” attribuito dai suoi clienti.

Fatto sta che Bruno, qualche mese fa, ha deciso di ristrutturare il negozio.

Ora, il suo negozio era oggettivamente piccolo ed è praticamente sempre pieno, con addirittura la fila di persone che aspettano fuori dalla porta negli orari di punta.

Quindi tutti si aspettavano l’ampliamento.

Sai cosa ha fatto Bruno invece?

Negozio della stessa identica dimensione, neanche un metro in più.

Ma molto più curato nell’arredamento e nell’esposizione che oggi rafforza ancora di più il suo posizionamento originale “boutique della frutta”.

L’unico problema è che, per realizzare i lavori, è rimasto chiuso per un mese abbondante e questo ha creato una specie di astinenza nelle “signore-bene” che frequentano il negozio tutti i giorni (griffate come se dovessero partecipare ad una cena di gala).

Ora, Bruno è anche un ottimo esempio di “imprenditore marketer” di cui ho parlato durante l’intervento sul brand.

Tanti sono i clienti che scelgono il suo negozio SOLO per lui (nonostante faccia bene anche tutto il resto).

Fatto sta che al suo rientro ha dovuto gestire una serie di obiezioni:

(Se ti stai chiedendo come faccio a sapere tutte queste cose, devi sapere che passo almeno un’ora a settimana nel negozio “per studiare” le sue tecniche. Ovviamente per giustificare la mia presenza compro anche frutta che non mangiamo e devo spiegare a mia moglie che deve considerare gli scontrini come costo di formazione).

Ma veniamo alle obiezioni.

==> “Bruno, ma dato che sei sempre pieno, perché non hai fatto il negozio più grande?”

Risposta: “Signora, sa che tanti nuovi clienti vengono qua proprio perché vedono sempre la fila e cosi pensano che ho la roba buona?

Chi mi conosce invece sa che questa è “la boutique della frutta” e accetta la fila. Quando vuole fare prima e spendere meno va all’iper”

Focus sul posizionamento e orientamento alla concorrenza da manuale.

==> “Bruno, te sei bravissimo e io non ti tradirei mai, però una cosa te la devo dire. Mentre eri chiuso, io e altre signore siamo DOVUTE andare dall’altro fruttivendolo 400 metri più avanti e abbiamo notato che le stesse fragole costano 60 centesimi in meno al cestino. Te dici sempre che hai la frutta migliore ma in questo caso è la STESSA marca. Questa come me la spieghi??”

Risposta: “Mi fa molto piacere che mi faccia questa domanda e colgo l’occasione per rispondere a tutti (rivolgendosi a tutti i clienti in negozio).

Dunque, voi dovete sapere che (nome marca fragole) l’ho portata io a Riccione e il fornitore è un mio grande amico. Lavoriamo insieme da anni e dopo qualche tempo mi ha addirittura chiesto il permesso di servire altri fruttivendoli in paese.

Io ovviamente gli ho detto di si e gli ho chiesto in cambio solo la promessa di servirmi per primo. In questo modo io scelgo sempre le fragole migliori e sono sicuro di garantire un vantaggio ai miei clienti.”

Reazione?

Standing ovation da parte di tutta “la platea” e gente che si accalca sugli scaffali per aggiungere le fragole alla spesa.

Morale della favola: se pensi di avere una personalità particolare e vuoi mettere te stesso al centro del marketing del tuo hotel, fa come Bruno.

In caso contrario, creati un posizionamento e difendilo con coerenza, sempre.

Bruno, nel dubbio, ha fatto anche questo.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

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