web marketing Archive

Come impostare una strategia CHE FUNZIONA per ottenere risultati su facebook senza farsi fregare dagli sciacalli del web

Eccoci qua, pronti per la seconda puntata.

Nel post di ieri abbiamo capito quanto NON ha senso investire tempo ed energie per produrre e condividere contenuti organici (gratuiti) su facebook, data la scarsa visibilità che l’algoritmo concede alle attivitá che non portano soldi in cassa al gigante blu.

Poi abbiamo anche visto come molti post sponsorizzati NON portano risultati, se non quello di gonfiare l’ego dell’imprenditore che li vede scorrere in bacheca.

Ok, ma quindi facebook per gli hotel non funziona?

Assolutamente no, chi hai mai detto questo?

Funziona eccome.

Solo che negli anni è diventato uno strumento talmente vasto e complesso, che per usarne le funzionalità occorre una professionalità specifica e un aggiornamento costante alle novitá.

Che sono giornaliere.

Tradotto: servono professionisti super preparati che OGNI giorno lavorano per loro stessi e per i loro clienti, preferibilmente (per noi) alberghi.

La asciugo un attimo.

Gente che lavora tutti giorni su fb per promuovere hotel.

Non il cugino smanettone.

Non quello che segue i social per lavanderie, macellerie e un’azienda che vende pianoforti.

E no, nemmeno il consulente tuttologo che “mi segue un po fb, un po’ di revenue e mi ha disegnato il logo”

Ok, fino qui ci siamo messi in pari.

Ma quindi, come si investe nella maniera corretta su fb?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Scopri perché i post organici (gratuiti) su fb non ti servono a NIENTE, e quelli sponsorizzati servono solo a farti passare per fesso con il vecchio trucco dei venditori di cartelloni stradali

Tieni gli occhi bene aperti perchè oggi ti svelo un piccolo-grande trucco di magia.

Hai presente il numero del mago che mette l’assistente in una scatola, la sega in due e, non si capisce come, alla fine lei salta fuori bella-bella tutta intera?

Seguimi, oggi ti porto dentro la scatola.

Ovviamente peró parliamo di hotel.

E di facebook.

E mettiamo in chiaro alcune cose.

Facebook é un (social) media a pagamento.

Te ne sarai accorto.

Ogni 10 post tra juve, politica e gatti, uno è SPONSORIZZATO.

Cioè pubblicitario.

Cioè un post per il quale l’autore/gestore della pagina HA PAGATO.

Perchè?

Perchè ormai l’algoritmo ha reso difficile, praticamente impossibile, raggiungere un numero sufficiente di utenti (persone) con un post GRATUITO (organico)

“Ma cosa dici Gian Marco con il mio ultimo post ho preso 22 like”

Parliamo di statistiche?

Un post GRATUITO (organico) raggiunge mediamente il 6% dei tuoi amici/follower

Tradotto: se hai 100 amici/follower, facebook, in media, mostra il tuo post a SEI DI LORO.

E attenzione che ho detto MOSTRA.

Che significa che NOVANTAQUATTRO TUOI AMICI su 100 NON LO VEDONO NEMMENO.

Ora capisci cosa si intende quando si dice che facebook NON è un media gratuito?

Significa che per raggiungere gli utenti DEVI PAGARE.

Semplice, chiaro, Recoaro (a proposito di messaggi che restano)

Cosi abbiamo capito anche la massima:

“Se non paghi, il prodotto sei tu” (a proposito della formazione “gratuita”)

In pratica quando usi fb come semplice utente, facebook “ti sta vendendo” a chi vuole venderti roba.

Ora bene o male, chi più, chi meno, questo concetto sembra essere arrivato più o meno a tutti.

Ed è qui che entrano in azione i social media sciacalli.

Che fanno leva su questa nuova consapevolezza per incentivare gli “investimenti” (e strappare una commissione)

In pratica il discorso non fa una piega…

“Aggratis non raggiungi più nessuno, quindi sul prossimo post bisogna che ci buttiamo 100 €”

E in effetti…

Buttati i primi 100 euro facebook, ecco arrivare puntuali:

Migliaia di views

Decine di like

Qualche condivisione

“Ma allora è vero! Va che roba con solo 100 €…”

Ah si, e quante prenotazioni?

Ecco.

Ora sai chi ha inventato questo trucco?

L’hanno inventato i venditori degli annunci pubblicitari sui cartelloni stradali.

Ma prima di svelarti il trucco, lascia che ti faccia un paio di domande…

Chi ha messo il like alla tua pagina?

Sul serio, siamo tra amici, diciamoci la veritá.

Te lo dico io?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Qual è il colmo per uno dei fondatori di Albergatore Pro?

Nel mio ultimo viaggio negli Stati Uniti avevo scritto un post con questo titolo, adesso (finalmente) lo spiego.

Partito da Bologna, il mio volo atterrava a Houston, ma la mia prima meta era New Orleans, a 560 km di distanza, così avevo deciso di fare un po’ di strada per alleggerire il giorno successivo e dormire in un pasto qualsiasi a metà strada.

Arrivando di sera e dovendo solo dormire, l’unico mio interesse era il prezzo, così ho cercato su Booking una località che avesse qualche albergo e la scelta era caduta su Beaumont in Texas.

Siamo a novembre, ma la prenotazione l’avevo fatta ad inizio agosto.

Classica cancellazione gratuita “che poi magari sotto data cerco dei last minute e cambio hotel”.

Mai fatto.

Dopo circa 22 ore di viaggio, mi presento alla reception del Days Inn di Beaumont, classico motel di catena.

E sorpresona… la mia prenotazione non risulta!

All’inizio dubito di aver sbagliato hotel, ma la prenotazione sull’app di Booking che sventolo sul mio cellulare, è una prova schiacciante.

La receptionist mi chiede più volte se ho prenotato con altri nomi, più volte le dico di no.

Alla decima volta, mi vien voglia di dire “John Smith”, tanto ci sarà una prenotazione a nome John Smith, no?

E niente, dopo qualche minuto cercando di capire il motivo, salta fuori che dopo l’uragano Harvey di fine agosto, c’erano state molte disdette e forse la mia prenotazione era finita tra quelle.

Sorvolando sull’insesatezza della cosa, dopo aver fatto Bologna-Francoforte-Houston-Beaumont, la voglia di discutere non è tantissima, soprattutto in inglese, anche perchè più perdo tempo a pretendere una camera, meno tempo mi rimane per dormire.

Ovviamente mi va bene qualsiasi altra camera, ma l’hotel è al completo.

Io non mi preoccupo, tanto sono “del mestiere”, so che basterà fare qualche telefonata per rimediarmi una camera.

E invece no.

La receptionist sembra del tutto impotente e mi dice che non può farci nulla, con la stessa espressione di un commesso che ti dice che la maglia della tua taglia non c’è.

Al che, chiedo se almeno ha qualche altro hotel da consigliarmi.

Risposta: quello di fianco.

Vado a chiedere a quello di fianco. Completo pure quello.

Che diavolo ci fanno tutti a Beaumont in Texas venerdì 3 novembre?

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

WhatsApp per aziende, nuovo canale ufficiale per il tuo hotel e perché devi automatizzare le procedure se non vuoi impazzire

Di recente ho letto un post che citava un articolo (di dicembre 2017 su un blog statunitense) dove ho scoperto che c’è una novità in casa Facebook/WhatsApp.

Premessa: Facebook sta sviluppando il lato business di WhatsApp più o meno allo stesso modo di Messenger.

Lo scorso settembre infatti, WhatsApp ha annunciato in via ufficiale, l’uscita di WhatsApp business.

Tradotto:

Profili VERIFICATI per le aziende per stabilire la propria presenza sul servizio di messaggistica istantanea.

In pratica Facebook offrirà a breve alle aziende un modo per avviare le conversazioni con i clienti su WhatsApp!!!

Le aziende possono ora aggiungere pulsanti ai loro annunci pubblicati su Facebook che collegano ai loro account WhatsApp.

Questi pulsanti sono effettivamente l’alternativa specifica di WhatsApp ai pulsanti collegati a Messenger che Facebook ha introdotto lo scorso anno e ampliato a Instagram all’inizio di quest’anno.

“Molte persone usano già WhatsApp per comunicare con le piccole imprese.

È un modo veloce e conveniente per rimanere in contatto.

Aggiungendo un pulsante click-to-WhatsApp agli annunci di Facebook, le aziende possono ora rendere ancora più facile per le persone conoscere i loro prodotti, fissare un appuntamento o utilizzare il loro servizio “, ha detto il responsabile marketing del prodotto di Facebook, Pancham Gajjar, in una sua dichiarazione.

Gli annunci abilitati per WhatsApp verranno mostrati solo alle persone su Facebook che hanno effettivamente WhatsApp installato sui loro telefoni…

Assomiglieranno a un annuncio di feed di notizie standard, ma includono un pulsante “Invia messaggio” con il logo di WhatsApp.

Premendo il pulsante si aprirà WhatsApp su un messaggio preformattato creato ad hoc.

Le persone saranno in grado di modificare il testo del messaggio prima di inviarlo e il messaggio verrà consegnato con un’immagine dell’annuncio iniziale di Facebook in modo che il marchio possa identificare quale annuncio come responsabile per il messaggio in arrivo!

Quindi tutte le persone presto saranno in grado di fare clic su un pulsante di un annuncio Facebook per inviare un messaggio a un’azienda tramite WhatsApp

I brand possono acquistare solo annunci click-to-WhatsApp sponsorizzando il post di una pagina organica e selezionando un’opzione dal menu per aggiungere il pulsante click-to-WhatsApp…

Sfruttando gli annunci nei feed di notizie di Facebook, Facebook spera di aumentare il livello di consapevolezza delle persone e il coinvolgimento con le aziende su WhatsApp.

Considerate che lo ha anche provato per Messenger, che sta diventando un canale significativo per le aziende!

Si dice che i dirigenti del settore pubblicitario vedono il potenziale in WhatsApp per riuscire dove Messenger ha faticato…WhatsApp si rivolge a un pubblico più internazionale di persone che risiedono in aree in cui comunicare con le aziende attraverso lo stesso servizio che usano per chattare con i propri amici è una pratica più consolidata.

Ora, questo cosa comporta per il TUO hotel?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Perchè gli hotel all’estero sono progettati per vendere servizi extra mentre da noi “facciamo fatica ad addebitare un caffé” ?

La vacanza prosegue e, siccome sono malato, ogni occasione é buona per cogliere spunti e studiare gli hotel.

Giusto ieri stavo cercando su instagram una foto che avevo visto mesi fa, che poi era stata la scintilla che mi ha spinto ad approfondite Bali come meta (tanto per sottolineare come gira il mondo oggi)

Fatto sta che, dopo mezz’ora di affannosa ricerca (beate vacanze) ho trovato la foto e ho rintracciato l’hotel dove era stata scattata.

Improvvisamente mi é venuto in mente che avevo già cercato l’hotel ai tempi ma purtroppo era al completo nel periodo del mio soggiorno.

Poi mi son detto: Sai cosa c’é?

Mando una mail e chiedo se posso accedere alla piscina da esterno.

Sicuramente non mi rispondono, alla peggio mi diranno di no…

E invece, meraviglia delle meraviglie.

Alla mia mail delle 20.08 di ieri, rispondono oggi alle 12.06.

Vediamo insieme come hanno risposto e perché la mail ha uno standard superiore al 90% degli hotel che conosco (Pro inclusi stavolta, ma spero mi smentiate)

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Scopri come usare la musica per potenziare il marketing del tuo hotel anche se non puoi chiamare Jerry Calá e NON sai distinguere i Beatles dai Rolling Stones

Superate le vicissitudini dei giorni passati, il nostro viaggio prosegue.

Siamo arrivati a Bali.

Ora, al di là di tutto quello che potete leggere e vedere on-line, una delle cose difficili da spiegare di Bali per chi non ci é mai stato, é l’ATMOSFERA.

Qualcosa di unico e diverso anche da altri paesi vicini come Thailandia e Malesia.

In pratica l’isola é un microcosmo, un mix di vibrazioni che alterna la frenesia del traffico turistico a una sensazione di spiritualità diffusa.

E in questo contesto un ruolo decisivo ce l’ha LA MUSICA.

Proprio così.

Ogni ristorante, hotel, bar, chiosco sulla spiaggia ha un propria colonna sonora.

Prevalentemente musica lounge.

Che contribuisce in maniera decisiva al feeling del locale.

Come dici?

Ti stai chiedendo cosa c’entra tutto questo con il marketing del tuo hotel?

Vediamo subito.

La musica ha un potere evocativo e un forte impatto emozionale sulle persone.

Ti é mai capitato di cambiare stazione in radio, sentire per caso una canzone e tornare con la mente ad un preciso momento in cui l hai ascoltata in passato?

Ecco.

Sappi che sta cosa in PNL si chiama “ancoraggio” (o trigger per dirla in inglese)

E si basa sulla possibilitá di richiamare un determinato stato emotivo producendo uno stimolo (schioccare le dita, battere le mani ect)

Facciamo un altro paio di esempi?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Scopri come sfruttare la mia fuga dai parenti per ricreare l’effetto Amazon sul tuo sito e portare i tuoi clienti a prenotare senza nemmeno accorgersene

Mentre scrivo mi trovo in Marocco, piu precisamente a Casablanca.

Sono con mia moglie a trovare la sua famiglia e facciamo costantemente dentro-fuori casa tra commissioni, visite alla cittá e pranzi in famiglia.

Fisiologicamente questa routine non può durare più di un paio di giorni, altrimenti mi scoppia lo stomaco oppure rientro in Italia con un pallone aerostatico. (solo che io sarei il pallone)

Cosi, per scampare all’overdose di pollo, cous cous e msmna (una specie di piada locale) ho pianificato la fuga prenotando un riad a Marrakech.

Il punto è che quando ho realizzato la necessitá di scappare, ero totalmente lobotomizzato sul divano con gli occhi in 16/9 nel tentativo di digerire l’ultimo boccone.

Ora, lo so gia cosa stai pensando.

Va bene tutto Gian Marco, ma..

Chemmefrega?

E invece ti frega, ti frega.

E ti spiego subito perchè.

Perchè nel preciso momento in cui ho deciso di prenotare, NON avevo la carta di credito con me.

E non sarei MAI riuscito ad alzarmi.

E quindi??

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Buona Pasqua! Dammi i soldi.

Ecco, il messaggio che deve trasmettere la vostra newsletter di Pasqua non deve essere questo.

Sì perchè, la maggior parte delle volte, le festività vengono colte come occasione per mandare una mail e buttarci dentro un’offerta, magari a scadenza imminente, che non otterrà alcun risultato, se non la probabile cancellazione dalla mailing list.

Ma faccio un passo indietro.

Innanzitutto sarebbe “carino” non mandare mail solamente a Natale e a Pasqua, come si faceva una volta, quando stampare, imbustare e spedire le lettere costava tempo e denaro.

Ci sono passato anch’io da piccolo, quando la mia famiglia gestiva una pensione e sotto le feste prendeva vita la catena di montaggio: firma il biglietto, piega il biglietto, imbusta il biglietto, scrivi l’indirizzo e attacca il francobollo.

Ci sei passato anche tu?

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

Hotel, instagram & marketing d’affiliazione

Premessa: se hai acquistato InstaHotel Pro, leggi attentamente il post FINO IN FONDO.

Da qualche tempo ho un’idea che mi frulla in testa ma, per motivi di tempo e gestione delle priorità, non l’avevo ancora messa nero su bianco.

Cosi, prima che il sole malese mi frigga anche gli ultimi neuroni, ho deciso di condividerla ora.

Uno dei business in maggiore crescita nell’universo on-line è il marketing d’affiliazione.

Che, per capirci, è un sistema in base al quale le persone guadagnano vendendo on-line prodotti di terzi.

Spiego meglio con alcuni esempi:

– Ti sei mai chiesto di cosa vivono i blogger di viaggi?

Semplice, quando mettono link a voli, hotel ed escursioni, guadagnano provvigioni ogni volta che un utente PRENOTA dal loro link (booking e expedia ne hanno a migliaia a libro paga)

– La stessa cosa succede a chi recensisce libri e film, Amazon paga loro provvigioni in seguito ad ogni acquisto dai loro link

– E le modelle che promuovono integratori e cosmetici? Stessa cosa.

– Idem per gli sportivi “minori” con i brand di cui sono testimonial.

– O per gli influencer che promuovono accessori in target per le loro nicchie.

E questi sono solo esempi.

Perchè i soldi veri sono altrove.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Dove nascono i sogni?

È giunta l’ora di ROMPERE una volta per tutte un vecchio luogo comune.

Parliamo di una vecchia definizione che ancora oggi viene sbandierata da quei consulenti “scaduti” che vanno in giro con gli abiti anni 90 con le maniche troppo lunghe che gli coprono le mani.

“L’hotel è un’azienda che vende camere.”

Cazzata!

Dico davvero. Basta. Andate a lavorare! (Mi riferisco ai consulenti in ascolto.)

Ikea, Sangiorgi, Camar vendono (anche) camere.

Se gestisci un hotel e ti hanno convinto che sei nel business del “vendere camere” hai un grosso problema amico.

Considerando la crescita esponenziale dei social network e la valenza sociale dei viaggi, oggi la definizione dell’azienda hotel è molto diversa:

L’hotel è un azienda che vende EMOZIONI.

Nessuno, e quando dico nessuno intendo NESSUNO AL MONDO, a qualsiasi latitudine e di qualsiasi estrazione sociale, politica, economica e religiosa ha MAI prenotato un viaggio basandosi sulle caratteristiche della camera.

Oggi possiamo riassumere il processo di acquisto e consumo in tre fasi (in cui convivono gli aspetti razionali ed emotivi):

==> Fase del sogno (pre-experience)
==> Fase delle emozioni (in-experience)
==> Fase del ricordo (post-experience)

Quindi ora stai molto attento al passaggio che stai per leggere:

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.