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GDPR – Responsabilità e misure di sicurezza

Il fatidico 25 è arrivato e, come ogni altra data nella storia, è passato e il mondo è andato avanti.

Ma, dato che continuate a chiederlo in tanti, faccio un breve riepilogo su quelle che sono le responsabilità di un albergatore in materia GDPR e quali sono le misure di sicurezza necessarie per proteggere i dati in formato digitale.

Sei pronto? Partiamo.

Quali sono le responsabilità per i gestori di un hotel?

Il gestore dell’hotel (Data Controller) è colui che gestisce i dati degli ospiti: è sua responsabilità garantirne la riservatezza ed agire nel rispetto della GDPR attivando all’interno del software tutte le configurazioni che permettono una corretta gestione dei dati dei propri ospiti/clienti.

Il management dell’azienda deve inoltre poter dimostrare di aver adottato tutte le misure tecniche ed organizzative necessarie per essere in linea con i principi del nuovo regolamento.

Quali sono le responsabilità del produttore del software?

Il fornitore del software è invece il Data Processor, l’azienda che fornisce il gestionale, strumento con il quale i dati vengono raccolti e trattati.

La normativa impone che il software sia conforme al GDPR “by design” e “by default”, ovvero che nella fase della progettazione tenga conto delle nuove norme sulla privacy.

Di seguito sono elencati gli accorgimenti che l’azienda hotel dovrebbe attuare per poter adeguarsi alla normativa

1. Rivolgersi ad un consulente legale o ad un esperto in materia di privacy per un’analisi dei dati che vengono trattati all’interno dell’azienda e degli accessi forniti ai diversi operatori, garantendo sicurezza e controllo.

2. Affidare l’analisi dell’infrastruttura informatica (server, computer, sistemi operativi, antivirus, firewall, cloud) a un tecnico o consulente hardware, che garantisca la sicurezza del sistema informatico dell’azienda.

Ad esempio, il sistema operativo adottato, dovrebbe aggiornarsi periodicamente per essere in linea con le normative del GDPR, in caso contrario l’azienda può essere soggetta a sanzioni perché non possiede un sistema informatico a norma.

3. Definire insieme al consulente legale il periodo di conservazione dei dati dei clienti da inserire all’interno del proprio gestionale.

4. Predisporre informative chiare e richieste di consenso in linea con il GDPR, per poter dimostrare di aver ricevuto un consenso esplicito da parte del titolare dei dati.

5. Fornire un’adeguata formazione al personale sul GDPR, per garantire che le istruzioni del management siano recepite ed adottate dallo staff nelle operazioni di gestione.

Di seguito invece vediamo quali sono i parametri che permettono di rendere i software compatibili con il GDPR.

Per semplificazione, verrà utilizzato il termine “azienda” per indicare l’hotel utilizzatore del software.

Alcuni esempi riguardano nello specifico il trattamento dei dati degli ospiti da parte dell’hotel mentre altri, più in generale, trattano delle politiche di conservazione dei dati e delle attività di email marketing valide per entrambe le tipologie di attività.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

La GRANDE novità che per te non cambierà NIENTE

Ora é ufficiale.

Airbnb ha aperto il proprio sito agli hotel (anche se in realtà ce n’erano gia da tempo)

Ora che succederà?

Leggendo il comunicato sembra che, per ora, “airbnb aprirá soltanto agli hotel con particolare identità o gruppi (catene) che dimostreranno di investire per far vivere un’esperienza sul territorio ai propri ospiti”.

Ora, posto che non ci crede nessuno.

Da domani TUTTI gli hotel del mondo saranno su airbnb e booking chiuderá?

Assolutamente no.

Allora cosa?

In Booking saranno costretti ad abbassare drasticamente le commissioni per competere?

Sbagliato di nuovo, mi ci gioco il cappello.

Quindi?

Succederà che google, il cui modello di business si basa sulla vendita di inserzioni, si mangerá i metamotori, eliminando di fatto i suoi maggiori inserzionisti che oggi rendono MILIARDI semi-automatici?!

Difficile dirsi, ma google se vuole puó.

E Ryanair che si mette a vendere camere?

Spaccherà il mercato sfruttando la forza brutale dei suoi numeri?

Ora la questione è complessa e prevede il cambiamento di importanti equilibri internazionali.

Le commissioni potrebbero scendere sensibilmente per la concorrenza che costringerebbe il gigante blu ad un ridimensionamento.

Oppure potrebbe succedere l’esatto contrario.

Cioé che la chiave di ricerca “hotel + nome di cittá”, sara cosi ambita e arriverà a costare cosi tanto che sara impossibile anche per i grandi player competere con commissioni basse.

E in quel caso ne vedremo delle belle.

Ma non é questo IL PUNTO.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Quando i figli di papà eridatano i muri ma NON la mentalità

Oggi vorrei affrontare un argomento che mi sta “sullo stomaco” e chiarire una questione importante una volta per tutte.

Ma prima un paio di premesse dovute.

Come i veccchi del gruppo sanno, sono letteralmente NATO E CRESCIUTO in hotel.

Proprio così.

Ho passato i primi 25 anni della mia vita in trincea e ho gradualmente superato tutta la trafila da “giovane marmotta” a parte integrante della squadra.

Questo significa che nel tempo ho fatto TUTTI i passaggi, GRADINO per GRADINO.

Di seguito alcune delle mansioni di cui mi sono occupato in ordine cronologico (alcuni di voi ci sono passati senz’altro)

==> Mettere i buoni delle consumazioni del bar dentro le buste della main courante
==> Sintonizzare i canali tv dei vari paesi stranieri prima che arrivassero i gruppi a maggio
==> Assistere alle trattative telefoniche di mio nonno
==> Andare ad aprire le porte alle vecchiette che puntualmente dimenticavano la chiave dentro la camera OGNI GIORNO, OGNI SETTEMBRE
==> Regolare i livelli di ph e cloro in piscina e pulire i maledetti skimmer (si scrive cosi?)
==> Fare i check-in
==> Registrare le schedine
==> Portare le schedine cartacee in bici all’azienda di soggiorno (si, perchè una volta NON esisteva l’alloggiati web)
==> Fare i caffè
==> Caricare i prodotti dei menu nei primi gestionali in dos
==> Fare i prezzi (ma qui siamo già più avanti)
==> Assistere gli organizzatori dei meeting per le esigenze di sala (ultimo ruolo ufficiale prima dell’uscita)

Ma non è “solo questo”.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Il Target di Albergatore Pro

Scorsa settimana ho avuto l’occasione di incontrare molti di voi personalmente, in fiera.

Alcuni li conoscevo già, altri ormai sono amici, con altri ancora ci siamo incontrati per la prima volta. (per me e’ sempre un piacere stringere la mano a qualcuno che conosco solo on-line)

Detto questo, una delle domande più ricorrenti che ho ricevuto dai nuovi, è relativa al target di clienti con cui lavoriamo.

Per chiarirci, la domanda tipo è:

“Io ho un hotel con 100 camere a Milano, i vostri corsi vanno bene per me?”

Oppure

“Io ho un hotel di 8 camere in Val Gardena, ha senso per me prendere il servizio X?”

Così, al di là delle risposte specifiche che ho dato ai singoli, colgo l’occasione per rispondere a tutti coloro che avessero gli stessi dubbi.

Ma prima facciamo una premessa.

Tecnicamente Albergatore Pro è quella che si definisce un’azienda B2B: business to business.

Tradotto: è un’azienda che vende ad altre aziende (e NON a privati).

Ma questo è vero solo sulla carta.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Programma del corso Albergatore Pro

In contemporanea con la presentazione dell’iphone 8, una presentazione ancora più importante:

Il programma del corso Albergatore Pro!

Ecco finalmente svelata la scaletta degli UNDICI interventi:

Primo giorno lunedì 25 settembre

09.00-10.30 Marketing Workflow di Gian Marco Montanari
Dalla strategia all’operatività: getta le fondamenta del tuo marketing e imposta i processi operativi.

Coffe Break 10.30-11.00

11.00-12.30 Trasforma il tuo hotel in un Brand di Gian Marco Montanari
Come creare un’identità unica per il tuo hotel e vincere la guerra dei prezzi.

Lunch 12.30-14.00

14.00-15.30 Marketing Operativo di Riky Schiappa
Come programmare un piano marketing vincente scegliendo gli strumenti più adatti per applicare le tue strategie.

15.30 – 17.00 Da Albergatore a Leader di GianMatteo Gavelli
Come superare le 5 principali criticità che devi affrontare ogni giorno per prosperare in un mondo che è cambiato.

Coffe Break 17.00-17.30

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

Corso Albergatore Pro – Prezzo del biglietto Vs Costo dell’ignoranza

Oggi ho deciso di affrontare un argomento strisciante che, di tanto in tanto, viene a galla.

Il prezzo del corso.

Premessa: in questo momento, fino al 31/8, il prezzo del biglietto per il prossimo corso Albergatore Pro è on-line a 947 € + iva.

Poi il prezzo salirà a 997 € + IVA. Dal 1 settembre.

Ora, tanto o poco, è una questione SOGGETTIVA e RELATIVA.

Ma oggettivamente è un prezzo “di mercato”, in ambito formazione professionale.

Giusto per darti un riferimento, i corsi di marketing a cui partecipo abitualmente, durano 4 giorni e costano circa 4.000 €.

E, per la cronaca, alcuni di voi sono stati miei compagni di banco, quindi sanno che è ESATTAMENTE come dico.

Detto questo, siccome qualcosina sul marketing l’ho capita, non ho certo la pretesa di modificare gli schemi mentali di chi ha IL RISPARMIO come principale stimolo d’acquisto.

Infatti, ci sono persone per cui il prezzo “basso” (o quello che loro ritengono tale) è l’UNICO parametro di valutazione.

Queste persone, a prescindere dalla loro disponibilità economica, GODONO letteralmente nel pagare POCO le cose.

Per questo esistono (e sempre esisteranno):

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Scopri la singola strategia che da sola può incrementare del 30%-40% il fatturato complessivo del turismo in Italia, senza incentivi governativi, senza ristrutturazioni e senza spendere 1 € in marketing

Oggi ti parlo di una mia profonda convinzione relativa al mercato degli hotel italiani e di come una singola operazione, se attuata, sarebbe in grado di RIBALTARE LETTERALMENTE le sorti dell’intero movimento turistico.

Partiamo da un assunto.

In italia ci sono oltre 30.000 strutture ALBERGHIERE.

Più tutto l’extra alberghiero che è attualmente difficile da quantificare ma che ci porta abbondantemente sopra quota 150.000 “strutture ricettive”.

C E N T O C I N Q U A N T A M I L A.

Adesso ti faccio una domanda la cui risposta mi sta particolarmente a cuore.

Secondo te, lasciando stare lo standard d’eccellenza a cui miriamo con Albergatore Pro…

Quanti imprenditori sono sufficientemente preparati e qualificati per sfruttare il reale potenziale delle strutture?

Vogliamo essere buoni e dire 1 su 3? (ti garantisco che i nostri rilevamenti sono decisamente peggiori)

Lasciamo stare per un momento l’extra-alberghiero sul quale il nostro amico Danilo Beltrante ha sicuramente una conoscenza maggiore della mia.

Facciamo però che ci sono almeno 10.000 albergatori VERAMENTE capaci di fare il loro mestiere. (sono molti meno)

Sai in media, quanto può incidere, la competenza di un Albergatore Pro su una struttura gestita “nella media”?

Tra il 20 e il 30%. Numeri alla mano.

Per farla semplice, significa che se un Albergatore Pro prende in gestione una struttura gestita nelle media nell’arco di 2-3 raggiunge quegli incrementi li.

Ora, sai cosa mi fa veramente incazzare???

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Paolo faceva lo chef

Questa sera ti racconto la storia del Primo Albergatore Pro.

La storia di Paolo Giacometti, nostro cliente, Amico e studente.

Paolo NON è nato albergatore.

Nel senso che, pur avendo lavorato da sempre in hotel, è partito con altre mansioni.

È partito dalla cucina.

Anzi, per la precisione Paolo nasce Chef, con la C maiuscola.

Perché già nel 1980 era nella cucina dell ‘hotel Mare Pineta di Milano Marittima, all’epoca uno dei 5 stelle di mare piu prestigiosi d’Italia.

Per poi proseguire con una serie di esperienze che lo hanno portato in giro per gli hotel di mezzo mondo.

Fino a quando nel 1998 ha deciso di acquistare una pensione nella quale per anni è rimasto dietro alle quinte (fornelli).

Perché i vecchi luoghi comuni dicevano che “i soldi in albergo si fanno in cucina.”

Poi, nel 2004, ha ribaltato tutto e ha ristrutturato completamente la vecchia pensione.

Perché aveva capito che il mondo degli hotel era cambiato.

E che se voleva tenere il timone il suo posto doveva essere dietro alla scrivania e non più dietro ai fornelli.

Ed è stata la svolta.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Calcolo della bottom rate – Pillola azzurra o pillola rossa

Oggi DISINTEGRIAMO un altro luogo comune (quanto mi piace).

Se apri un qualsiasi manuale tecnico relativo al revenue management alberghiero, scoprirai che gli esperti indicano una serie di costi, denominati variabili.

Per aiutare anche i neofiti del settore, sappi che corrispondono esattamente a quelli che in economia aziendale si definiscono costi marginali (cara vecchia ragioneria).

Cioè i costi di un’unità aggiuntiva prodotta, rispetto al totale dei costi di produzione.

Ovviamente dai costi marginali si escludono i costi fissi relativi ad affitto, retribuzioni dipendenti e cosi via.

Ora, sempre secondo gli esperti, la tariffa minima di vendita (o BOTTOM rate) va calcolata sommando i costi variabili per trovare un importo minimo al di sotto al quale non scendere MAI.

Facciamo un esempio:

Valore della colazione 4 € +
Costi variabili relativi alla camera (lavanderia, pulizia se in outsourcing, kit cortesia ect) 18 € +
Costi di cancelleria 1€ +
Costi utenze per consumi ect 3 € +
Commissioni cc 2€ +
Commissioni agenzie 8€
=======================
Diciamo che la somma di queste voci da un totale di 34 €

Secondo questa logica il prezzo minimo di vendita non potrà MAI scendere sotto questo importo e, in periodi di scarsa domanda, sarà tanto più vicino alla somma dei costi quanto l’elasticità mentale (loro la chiamano cosi) dell’imprenditore.

Chiariamoci: in matematica non ci sono opinioni, non esistono “secondo me”.

Quindi il calcolo è corretto. Fine.

Ma parte da un presupposto sbagliato perché esclude un fattore FONDAMENTALE.

Quanto vale il tuo brand?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

M I L L E

Sono carico A BOMBA!!

Ieri abbiamo raggiunto un risultato molto importante.

Infatti, grazie al pierraggio professionale del nostro amico Pino Decarlo, abbiamo sfondato il muro dei 1.000 partecipanti al gruppo.

In casi come questi di solito si dice che è nato tutto per caso, per poi crescere strada facendo.

Per noi NON è stato così.

Io e Daniele Sarti ci conosciamo da 32 anni (su 34) e siamo entrambi nati e cresciuti in albergo.

E da quando abbiamo l’età per fare ragionamenti “da adulti” abbiamo iniziato a chiederci cosa avremmo potuto fare per migliorare gli hotel (per la cronaca non solo i nostri, facevamo critiche e progetti anche sugli hotel dove andavamo in vacanza già a 18 anni).

In seguito ci siamo resi conto che molti “albergatori” non avevano ne le conoscenze minime, nè una vera passione per fare questo mestiere.

Negli anni ne abbiamo incontrati a migliaia: dagli improvvisati a quelli che hanno il profitto come UNICO obiettivo.

E ci siamo resi conto che la maggior parte di questi “imprenditori” non fanno altro che danneggiare il mercato e la reputazione della destinazione nella quale lavorano.

E così, ragionando a voce alta, ci siamo detti che NON È GIUSTO.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.