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Nuovo Logo Albergatore Pro – Scelta e significato

Ragazzi ci siamo.

Dopo mesi di studio e lavorazione, habemus logo.

Ma prima spiegarvelo, mi fa piacere fare qualche riflessione insieme a te.

Sono passati TRE anni da quella sera di agosto quando io e Daniele, davanti ad un hamburger, sceglievamo il nome del gruppo che oggi tutti voi conoscete.

All’epoca il panorama dei gruppi facebook per hotel era davvero DESOLANTE.

Un paio di grandi calderoni confusionari dove trovava spazio qualche consiglio utile tra centinaia di pettegolezzi, critiche ai clienti, lamentele e reciproco scambio di frustrazione tra membri.

In una parola sola: MEDIOCRITÀ.

Che poi é in assoluto la cosa che schifo di più al mondo.

Ma non era “solo” questo il problema.

Infatti, essendo queste “stanze” cosi eterogenee e variamente popolate, i pochi albergatori appassionati che cercavano spunti e condividevano idee si prendevano dei “capoccioni” da una mandria di mestieranti disillusi che preferivano confrontarsi su quanto puzza l’alito dei coreani al check-out (che per carità puzzare puzza l ho “testato” personalmente)

Nel frattempo decine di consulenti “scappati di casa” continuavano a spammare col mitragliatore i loro post sconclusionati sugli stessi gruppi e tutte le altre pagine “a tema” esattamente come una prostituta batte, a tappeto, tutti i viali di una cittá in cerca di clienti.

Male, male.

Poi siamo arrivati noi.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

L’erba del vicino.. lasciala nel suo giardino

Oggi ho deciso di scrivere un post riguardo ad un problema diffuso che capita spesso nella costruzione di un brand.

E, come sempre, per comprenderne meglio le dinamiche, bisogna partire dalla causa.

Sai cosa porta, nella maggior parte dei casi, un albergatore a investire sul proprio brand?

Facciamo qualche ipotesi

==> pensi che la scelta nasca dalla voglia di distinguersi dai competitor?

Acqua 💦💦💦

==> pensi che la scelta nasca dalla comprensione del fatto che distinguendosi si possa ottenere quel tanto ambito incremento di prezzo??

Acqua di nuovo, magari lo sognano ma pochissimi ci credono veramente

==> Allora forse la voglia di “fare branding” nasce dalla necessità di focalizzarsi su un cliente target perché qualcuno in hotel si é reso conto che quel tipo di cliente RENDE di più, COSTA di meno ed é più SEMPLICE da gestire??

Fuochino, a volte capita ma siamo nell’ordine del 10% dei casi

In realtà LA VERA ragione é un altra.

E come sempre succede nasce da un sentimento emozionale che poco ha a che fare con i numeri i bilanci.

E sai qual è questa emozione che porta all’azione?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Come diventare la scelta perfetta per i turisti internazionali in visita nella tua destinazione

Come sai, l’approccio che preferisco nella costruzione di un brand nasce dall’analisi dei dati.

Si, parliamo di quei noiosissimi report suddivisi per canale, mercato, età e nazionalità che fotografano il target di clienti con cui un hotel lavora.

Ora, capita che a volte qualcuno mi chieda:

“Ma perché se devo costruire un NUOVO brand dobbiamo analizzare i dati del PASSATO?”

Ottima domanda.

E merita una risposta articolata.

Che inizia con altra domanda:

Cosa cerchiamo esattamente tra le righe di quei report?

Cerchiamo dati di fatturato e occupazione?

Non esattamente.

Più precisamente cerchiamo di individuare il target di clienti che:

  1. Genera attualmente il maggior più fatturato
  2. É più soddisfatto dei servizi offerti
  3. É più semplice da accontentare

E se per magia le tre risposte coincidono, abbiamo già fatto il grosso del lavoro.

Ora, una delle migliori risposte che si possano desiderare a questa domanda è: “clienti stranieri” indipendentemente che si tratti si coppie o famiglie (tralasciando possibilmente i gruppi di maschi nordeuropei per le loro inclinazioni alcoliche/vandalistiche)

Detto questo, tolto le città d’arte, spesso le altre destinazioni sono male organizzate per ospitare clienti internazionali e la casella di “leader di categoria” rimane scoperta.

Ma veniamo all’obiezione classica.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Logo Albergatore Pro – riflessioni e scelte di marketing

Domenica, tempo di riflessioni.

La notizia di oggi é che, della prossima edizione del corso, avremo il primo vero logo di Albergatore Pro.

Si perché, dopo più di due anni, abbiamo ancora questo tassello scoperto.

É il motivo é semplice: le cose sono andate talmente veloce, abbiamo avuto talmente tanti impegni, inviti, collaborazioni e cose da fare, che ancora non abbiamo avuto tempo.

E siccome quel maniaco paranoico di Daniele Sarti non é propriamente uno che si accontenta, abbiamo deciso di aspettare perché siamo convinti che la scelta merita un’attenta analisi preventiva.

Ma, per quanto in Albergatore Pro NON vige la filosofia del “meglio un fatto oggi che un perfetto domani”, é giunto il momento di prendere una decisione.

E siccome i ragionamenti che stanno dietro, sono alla base della filosofia del gruppo e del posizionamento di Albergatore Pro in termini di marketing, mi sembra giusto condividerli con voi.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla scelta del nome.

Era una sera dell’estate 2015 quando, davanti ad un hamburger a Riccione io Daniele immaginavamo come avremmo potuto dare in futuro il nostro contributo agli hotel italiani…

dal gruppo ai corsi, dalle masterclass (in arrivo) fino alla creazione del mitico “albo degli albergatori”

Ed é stato nostra precisa scelta non mettere la parola hotel nel nome del nostro progetto.

Perché il nostro lavoro NON é a servizio dell’hotel.

Mi spiego meglio.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Il web cambia (spesso), il marketing NON cambia MAI

Uno degli errori più comuni che mi trovo a riscontrare quando mi occupo di marketing per gli hotel è la confusione tra marketing e web marketing.

Facciamo il punto.

Come già abbondantemente discusso in passato, il problema nasce dal fatto che gli hotel italiani hanno iniziato a fare marketing nell’era del web e quindi gli albergatori non sono in grado di scindere le due cose.

Per la maggior parte (dei non Pro) il marketing è web.

Volendo ipersemplificare per loro il marketing è (al 99%) il loro sito web.

E questo comporta NON pochi problemi.

Perchè?

Perchè marketing e web viaggiano a due velocità TOTALMENTE DIVERSE.

Il web è dinamico, mutevole, innovativo.

Quello che oggi sul web è nuovo, domani è vecchio.

Quindi diventa necessario aggiornarsi costantemente per continuare ad essere competitivi.

Ora, io non sono un esperto (di web) ma alcune cose le ho capite (a forza di “schiaffi” dei miei amici Riky e Marco Baroni)

1) Gli algoritmi di google cambiano spesso e i siti devono essere costantemente aggiornati per essere indicizzati (raggiungibili)

2) I dispositivi si aggiornano costantemente e i siti devono essere riprogettati per consentire la migliore esperienza di navigazione possibile da qualunque piattaforma

3) La grafica è in continua evoluzione e i siti devono prevedere restyling ricorrenti per essere sempre “freschi” ed attrattivi

Ora cosa c’è di male in tutto questo?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Creazione di un brand – Rolex – caso studio trasversale

Come sai, qua sopra da anni affrontiamo quotidianamente le dinamiche legate ai fattori che determinano la creazione di un brand.

Ora, chi ha fatto il corso Albergatore Pro è tornato a casa con decine di case history ed esempi pratici dal mondo hotel.

Ma dato che noi siamo per la crescita dell’intero movimento, spesso e volentieri ci spendiamo per offrire spunti gratuiti anche a chi non ha (ancora) avuto la possibilità di partecipare ai nostri corsi.

Esaurita la prima premessa, ne faccio un’altra.

Una delle cose che consiglio da sempre ai miei studenti è quella di osservare altri settori per capire come le dinamiche legate al marketing seguano principi “trasversali” che restano validi a prescindere dall’oggetto del business.

Ovviamente l’obiettivo è pescare spunti da declinare al proprio hotel.

Personalmente lo faccio sempre.

E in particolare la mia attenzione ricade sempre sui brand (manco a dirlo)

Detto questo, per la lezione di oggi prendiamo spunto dal BRAND per definizione degli orologi di lusso a livello mondiale.

Rolex.

E nello specifico affrontiamo i fattori determinanti nella creazione del brand di uno specifico orologio.

Il Milgauss.

Lo faccio perchè, pur essendo un orologio particolarmente apprezzato dagli appassionati, NON è tra i modelli più famosi.

Eppure.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Bookingpuntocom, Neuromarketing e scelta della categoria

Dato l’interesse sollevato dal post di ieri, mi sento di aprire una parentesi per chiarire un paio di cose.

Ma prima, per chi si fosse distratto, facciamo un breve riepilogo.

In pratica, secondo l’articolo in questione, essere primi su bookingpuntocom NON CONTA.

O almeno non tanto quanto si potrebbe pensare.

Questo perchè “analizzando l’elettroencefalogramma e l’eye-tracking, ossia i movimenti dell’occhio durante la navigazione, il neuromarketing svela che

“quando si avvia una ricerca sul sito di una ota e si controllano i primi risultati – l’emozionalità dell’utente è piatta”.

In conclusione..

“gli studi dimostrano che l’emozionalità dell’utente si risveglia nel momento in cui si si applicano i filtri – precisa l’esperto -, ed è lì che è possibile convertire, ottenendo la prenotazione”.

Ora facciamo a capirci.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Nomadi digitali, business liquidi e viaggi di lavoro-vacanza

Viaggiare per lavoro è considerato oggi un gran vantaggio e lo confermano anche i numeri: una ricerca condotta da Bookingpuntocom dimostra infatti che il 30% degli intervistati sarebbe disposto ad accettare un compenso più basso a fronte di un numero maggiore di viaggi.”

Sembra però che le aziende non abbiano compreso a fondo il potenziale del bleisure.

Secondo studi recenti, infatti, le due principali ragioni per cui i viaggiatori business non ne approfittano è che non hanno tempo, oppure il regolamento aziendale non lo permette.

Per far sì che il bleisure funzioni bene sia per il datore di lavoro che per il dipendente, è necessaria una policy aziendale chiara, che permetta di sfruttare al meglio le trasferte lavorative.”

Come sapete, qua sopra siamo costantemente a discutere di posizionamento, categorie di mercato e nuove nicchie a cui rivolgere la propria offerta.

Ma prima di farlo è fondamentale comprendere alcuni principi che stanno ALLA BASE del posizionamento.

In particolar devi sapere che la mente umana:

è limitata
odia cambiare idea
odia la confusione

E questo prevede 

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Se sei una destinazione, ti puoi permettere di fare quello che vuoi?

A novembre, come sempre negli ultimi anni, andrò finalmente in vacanza anch’io, e, come sempre, la mia destinazione saranno gli Stati Uniti.

Le mie vacanze negli USA sono itineranti, macino circa 5-6 mila km e giro una decina di alberghi in poco meno di 3 settimane.

Quest’anno percorrerò la metà di Route 66 che mi manca, la parte che da Chicago arriva a sud ovest in New Mexico, e ho scoperto che passerò proprio davanti all’hotel più vecchio della “Mother Road”.

Si chiama Wagon Wheel Motel e si trova a Cuba (no, non l’isola, ma la famosissima cittadina del Missouri), ha 19 camere, ha aperto i battenti nel 1938 e da allora non ha mai chiuso.

Ora, la caratteristica unica di essere il più vecchio motel della strada più famosa degli Stati Uniti, lo mette nella posizione di acquisire clienti senza fare marketing, perchè è un dato oggettivo e chi oggi vuole percorrere la Route 66, non può permettersi di non fermarsi qui.

Ovviamente non è su buching, anzi, se cercate “Wagon Wheel Motel”, il primo risultato è comunque di buching, peccato però che faccia riferimento al Wagon Wheel Inn in Massachusetts, che, per chi non fosse pratico di geografia statunitense, è a 1.800 km di distanza.

Chissà in quanti si saranno sbagliati.

Ora, io vorrei tanto prenotare e, sorvolando sul sito www.wagonwheel66cuba.com che fa pietà (ma tanto chi lo visita ha già fatto la sua scelta), non è presente neanche un booking engine, c’è solo un form di richiesta informazioni da compilare.

Non solo,

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

Perchè la creazione di un nuovo brand assomiglia più alla produzione dell’olio d’oliva che alla nascita di un pezzo di Jovanotti?

La cosa che mi sorprende quando lavoro gomito a gomito con gli albergatori per creare un nuovo brand è la reazione che hanno rispetto al PROCESSO.

Non so perchè nella loro testa c’è la convinzione che creare un brand sia un evento “creativo” che prevede una specie di illuminazione che arriva da un momento all’altro da non si sa bene quale galassia.

Tipo Jovanotti quando butta giù una hit. (che per la cronaca non nascono così nemmeno quelle)

In realtà creare un brand è una procedura tecnica.

Che prevede conoscenze profonde e uno studio analitico di una serie di fattori.

Che devono essere affrontati in ordine logico e cronologico.

Uno dopo l’altro.

Poi ci sono i compiti da fare a casa (gli studenti a casa propria)

Poi si rivede insieme il risultato della raccolta dati.

Dopo di che si fa una scrematura.

Si tiene quello che ha senso, si butta quello che NON ha senso.

A volte bastano 2-3 incontri per avvicinarsi al risultato.

A volte servono un paio di mesi.

Quello che è certo è che niente succede per caso, ne da un momento all’altro.

Creare un brand è un PROCESSO.

Una cosa tipo produrre l’olio d’oliva, presente?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.