Monthly Archive:: giugno 2018

Gli hotel, l’unitá di misura della sconfitta e l’occhio della tigre dell’Albergatore Pro

A volte mi fermo a pensare a quali sono le caratteristiche che accomunano gli albergatori più vincenti che conosco.

Ormai ti ho detto mille volte quanto é importante studiare il target con cui desideri lavorare e io stesso investo parecchio tempo a fare questo tipo di analisi.

Il bello é che lo faccio sia consapevolmente, con un documento word davanti, sia inconsapevolmente mentre sono preso a fare altro.

In pratica a volte sono talmente “nel flusso”, che mi capita di pensare ad Albergatore Pro mentre mangio, mentre faccio la doccia o mentre guido in autostrada.

E di solito è proprio in questi momenti che mi vengono le idee migliori (chi ha detto che “nessuna grande idea è nata in un sala riunioni”? Adesso non mi viene, comunque é MOLTO vero)

Fatto sta che quello che faccio, e che dovresti fare anche tu, é vivisezionare mentalmente l’identikit dei clienti con cui mi piace di più lavorare e che sono più soddisfatti dei miei servizi.

Lo scopo del gioco é stilare una sorta di “perizia psicologica” della persona in questione e fissarmela nella mente in modo da poter riconoscere più facilmente i potenziali clienti ideali che incontrerò in futuro e allo stesso tempo squalificare e allontanare quelli con cui non voglio lavorare.

E non immagini nemmeno quanto questa attività sia PREZIOSA per decidere cosa comunicare nei prossimi post, nelle prossime mail e in ogni altra occasione…

Perché ovviamente, più hai chiaro a chi ti rivolgi, quali sono i suoi interessi, cosa lo entusiasma e cosa lo fa incazzare, più é semplice trovare il linguaggio giusto.

Detto questo, quello di gestire l’hotel é un lavoro particolare, a tratti unico.

Perché, come pochissimi altri, ha una precisa unità di misura della VITTORIA, cosa che molti altri business non hanno.

E il bello è che questa unitá di misura é COSTANTE E GIORNALIERA.

Facciamo qualche esempio.

Mettiamo che tu faccia il barbiere…

Come fai a stabilire se oggi hai fatto IL MASSIMO?

Ok, hai fatto dieci tagli, ma lavorando un’ora in più potevi farne 12, giusto?

Ok, i clienti sono contenti sul momento, ma se poi vanno a casa e il taglio non piace?

Un casino.

Mettiamo allora che tu faccia l’avvocato…

Sei un professionista stimato e ben retribuito.

Oggi hai avuto un’idea geniale per preparare la difesa di un tuo cliente ma la causa vedrà la sua sentenza tra 5-6 anni… quindi puoi essere orgoglioso.

Ma effettivamente NON SAI se tutto andrà come hai previsto.

Mettiamo invece che tu abbia un’azienda di servizi o di consulenza…

Quanti progetti hai venduto oggi? 6? 7? Avresti potuto venderne di più? Certo che si.

E poi chissà quando sarai in grado di erogare il servizio, chissà quanto tempo sara necessario per consentire al cliente di raggiungere il risultato sperato..

Ok, ci siamo capiti.

Quindi ora torniamo a parlare di hotel.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

7+1 strategie salvavita da usare SUBITO per evitare di affondare nella palude del last minute

Ok, mentre scrivo il calendario segna 19 giugno.

Da adesso non si scherza più.

“Veramente Gian Marco, io è da ottobre che mi faccio il mazzo.”

Certo, regolare ma ora entriamo nella ZONA ROSSA della stagione estiva.

L’80% degli albergatori stagionali nei prossimi 60 giorni si giocano almeno il 60% del fatturato.

Vietato sbagliare.

E ovviamente, come é naturale che sia, non cresce “solo” la posta in palio.

Cresce anche l’ansia da prestazione.

E cosi, non passa giorno senza che riceva una chiamata, un messaggio su whatsapp, una nota vocale, una mail o un messaggio su fb (o anche tutte le cose della lista ) con un grido d’allarme legato ad invenduto imminente e/o cancellazioni.

Anche qui, tutto normale.

Certo, capisco che sia un disturbo psicologico, o meglio, una “rottura di palle” ma non è niente di nuovo rispetto a ciò che accade TUTTI gli anni in questo periodo.

Perché?

Semplice.

Perché arrivati a questo punto della stagione i “fanfaroni” che hanno sbagliato le tariffe, si accorgono che se non si danno una mossa non riescono a pagare affitti o mutui e puntualmente…

SBRAGANO le tariffe.

Tradotto?

Gli Albergatori Pro che hanno giocato d’anticipo e si apprestavano ad esplorare le vette di tariffe mai pronunciate, si trovano invece di fronte ad una specie di palude.

Il punto è che essendo pronti per fare “alpinismo”… non sono attrezzati per la palude.

Vediamo cosa succede nel dettaglio?!

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Nuovo Logo Albergatore Pro – Scelta e significato

Ragazzi ci siamo.

Dopo mesi di studio e lavorazione, habemus logo.

Ma prima spiegarvelo, mi fa piacere fare qualche riflessione insieme a te.

Sono passati TRE anni da quella sera di agosto quando io e Daniele, davanti ad un hamburger, sceglievamo il nome del gruppo che oggi tutti voi conoscete.

All’epoca il panorama dei gruppi facebook per hotel era davvero DESOLANTE.

Un paio di grandi calderoni confusionari dove trovava spazio qualche consiglio utile tra centinaia di pettegolezzi, critiche ai clienti, lamentele e reciproco scambio di frustrazione tra membri.

In una parola sola: MEDIOCRITÀ.

Che poi é in assoluto la cosa che schifo di più al mondo.

Ma non era “solo” questo il problema.

Infatti, essendo queste “stanze” cosi eterogenee e variamente popolate, i pochi albergatori appassionati che cercavano spunti e condividevano idee si prendevano dei “capoccioni” da una mandria di mestieranti disillusi che preferivano confrontarsi su quanto puzza l’alito dei coreani al check-out (che per carità puzzare puzza l ho “testato” personalmente)

Nel frattempo decine di consulenti “scappati di casa” continuavano a spammare col mitragliatore i loro post sconclusionati sugli stessi gruppi e tutte le altre pagine “a tema” esattamente come una prostituta batte, a tappeto, tutti i viali di una cittá in cerca di clienti.

Male, male.

Poi siamo arrivati noi.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Come impostare una strategia CHE FUNZIONA per ottenere risultati su facebook senza farsi fregare dagli sciacalli del web

Eccoci qua, pronti per la seconda puntata.

Nel post di ieri abbiamo capito quanto NON ha senso investire tempo ed energie per produrre e condividere contenuti organici (gratuiti) su facebook, data la scarsa visibilità che l’algoritmo concede alle attivitá che non portano soldi in cassa al gigante blu.

Poi abbiamo anche visto come molti post sponsorizzati NON portano risultati, se non quello di gonfiare l’ego dell’imprenditore che li vede scorrere in bacheca.

Ok, ma quindi facebook per gli hotel non funziona?

Assolutamente no, chi hai mai detto questo?

Funziona eccome.

Solo che negli anni è diventato uno strumento talmente vasto e complesso, che per usarne le funzionalità occorre una professionalità specifica e un aggiornamento costante alle novitá.

Che sono giornaliere.

Tradotto: servono professionisti super preparati che OGNI giorno lavorano per loro stessi e per i loro clienti, preferibilmente (per noi) alberghi.

La asciugo un attimo.

Gente che lavora tutti giorni su fb per promuovere hotel.

Non il cugino smanettone.

Non quello che segue i social per lavanderie, macellerie e un’azienda che vende pianoforti.

E no, nemmeno il consulente tuttologo che “mi segue un po fb, un po’ di revenue e mi ha disegnato il logo”

Ok, fino qui ci siamo messi in pari.

Ma quindi, come si investe nella maniera corretta su fb?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Scopri perché i post organici (gratuiti) su fb non ti servono a NIENTE, e quelli sponsorizzati servono solo a farti passare per fesso con il vecchio trucco dei venditori di cartelloni stradali

Tieni gli occhi bene aperti perchè oggi ti svelo un piccolo-grande trucco di magia.

Hai presente il numero del mago che mette l’assistente in una scatola, la sega in due e, non si capisce come, alla fine lei salta fuori bella-bella tutta intera?

Seguimi, oggi ti porto dentro la scatola.

Ovviamente peró parliamo di hotel.

E di facebook.

E mettiamo in chiaro alcune cose.

Facebook é un (social) media a pagamento.

Te ne sarai accorto.

Ogni 10 post tra juve, politica e gatti, uno è SPONSORIZZATO.

Cioè pubblicitario.

Cioè un post per il quale l’autore/gestore della pagina HA PAGATO.

Perchè?

Perchè ormai l’algoritmo ha reso difficile, praticamente impossibile, raggiungere un numero sufficiente di utenti (persone) con un post GRATUITO (organico)

“Ma cosa dici Gian Marco con il mio ultimo post ho preso 22 like”

Parliamo di statistiche?

Un post GRATUITO (organico) raggiunge mediamente il 6% dei tuoi amici/follower

Tradotto: se hai 100 amici/follower, facebook, in media, mostra il tuo post a SEI DI LORO.

E attenzione che ho detto MOSTRA.

Che significa che NOVANTAQUATTRO TUOI AMICI su 100 NON LO VEDONO NEMMENO.

Ora capisci cosa si intende quando si dice che facebook NON è un media gratuito?

Significa che per raggiungere gli utenti DEVI PAGARE.

Semplice, chiaro, Recoaro (a proposito di messaggi che restano)

Cosi abbiamo capito anche la massima:

“Se non paghi, il prodotto sei tu” (a proposito della formazione “gratuita”)

In pratica quando usi fb come semplice utente, facebook “ti sta vendendo” a chi vuole venderti roba.

Ora bene o male, chi più, chi meno, questo concetto sembra essere arrivato più o meno a tutti.

Ed è qui che entrano in azione i social media sciacalli.

Che fanno leva su questa nuova consapevolezza per incentivare gli “investimenti” (e strappare una commissione)

In pratica il discorso non fa una piega…

“Aggratis non raggiungi più nessuno, quindi sul prossimo post bisogna che ci buttiamo 100 €”

E in effetti…

Buttati i primi 100 euro facebook, ecco arrivare puntuali:

Migliaia di views

Decine di like

Qualche condivisione

“Ma allora è vero! Va che roba con solo 100 €…”

Ah si, e quante prenotazioni?

Ecco.

Ora sai chi ha inventato questo trucco?

L’hanno inventato i venditori degli annunci pubblicitari sui cartelloni stradali.

Ma prima di svelarti il trucco, lascia che ti faccia un paio di domande…

Chi ha messo il like alla tua pagina?

Sul serio, siamo tra amici, diciamoci la veritá.

Te lo dico io?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Dai banchi di scuola al banco della reception – Come usare le proporzioni per fare revenue

Ci siamo, l’estate è alle porte e i planning degli hotel sono sempre più colorati 🙂

Ora, per quanto il colpo d’occhio può essere immediato e rassicurante, e per quanto tu possa far funzionare il tuo emisfero destro, hai sicuramente capito che serve un controllo decisamente più analitico della semplice sensibilità al colore.

In realtà i controlli sono diversi e diverso tipo.

Più precisamente vanno fatti da distanze diverse.

Cosa intendo?

Intendo che, esattamente come in una panoramica da satellite, occorre analizzare i numeri da ALTEZZE DIVERSE.

Proprio così.

Hai presente quando si vede prima la terra come una pallina in lontananza, e poi si zoomma sempre di più, fino a trasformare una pozzanghera nell’oceano atlantico?

Ecco, è esattamente questo che intendo.

Ma ora scendiamo nel pratico dell’analisi dei dati di un hotel.

Cosa ci serve?

Numeri complessivi, numeri del mese, numeri per unità di tempo (che a seconda della destinazione, sarà una settimana, 3-4 giorni, o una singola data)

Perchè occorre fare questo?

Perchè nessun controllo basta a se stesso.

Spaccare il capello sul singolo giorno non serve a niente senza una visione mensile.

E allo stesso modo un mese superperformante NON è garanzia di buoni risultati complessivi.

Il problema è che, in generale, è difficile mantenere questo approccio ELASTICO all’analisi.

Sopratutto ora che si entra nel vivo della stagione e bisogna portare a casa il risultato OGNI SINGOLO GIORNO.

Per intenderci.

Sono sicuro che sai esattamente quante camere hai libere oggi.

Ma non sono altrettanto sicuro che sai quanto hai sul piatto per il mese di giugno.

E quanto manca in euro al raggiungimento del budget.

Anzi, a dir la verità non sono nemmeno cosi sicuro che hai un budget di giugno.

E se ti chiedo quanto hai sul piatto per l’intera estate?

Anche qua, per esperienza, molti non saprebbero rispondere.

Alcuni perchè non hanno strumenti di controllo sufficientemente avanzati.

Altri semplicemente perchè non hanno l’allenamento a questo tipo di analisi, presi come sono dall’operatività quotidiana.

Ok, ma non dovevamo parlare di proporzioni?

Calma cow boy, ci arriviamo.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.