Monthly Archive:: Ott 2016

Come reagisce agli “scandali” il tuo hotel?

Sicuramente avrai sentito parlare dello “Scandalo Volkswagen“, che a settembre dell’anno scorso aveva rivelato la produzione di motori diesel truccati per risultare meno inquinanti.

Ovviamente è stata una batosta colossale per il gruppo Volkswagen (che comprende anche Audi, Porsche, Skoda, Seat e altri), sia dal punto d’immagine che legale, e soprattutto da quello economico.

Fatto sta che la Volkswagen è stata obbligata a richiamare tutti i veicoli coinvolti per aggiornarne la centralina, in modo che restituisse i valori corretti.

Anche la mia Audi fa parte di questo gruppo di macchine, e tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno (grazie Volkswagen per avermi fatto credere di aver ricevuto una multa) mi è stato notificato la settimana scorsa, che potevo portarla gratuitamente a farla “sistemare”.

Ora, a me dei valori di emissione non interessa granché, ma dover portare la macchina dal meccanico è sempre una scocciatura: ti devi far accompagnare, venire a prendere e rimanere senza macchina per mezza giornata.

Fatto sta che quando la sono andata a riprendere, mi hanno omaggiato di un box regalo, di cui allego la foto, con in allegato una lettera di scuse.

Il box comprende:

Nato e cresciuto nell’hotel dei miei genitori a Riccione, con la passione per i computer e la tecnologia in generale, sono un consulente e formatore informatico specializzato nel settore alberghiero.
Aiuto gli hotel ad ottimizzare ed automatizzare le procedure alberghiere con la tecnologia.

Col giornale di oggi si incarta il pesce di domani

Spesso nei miei post e durante i miei corsi dal vivo, “mi accanisco” contro i consulenti.

Nonostante abbia AMICI di cui ho grande stima anche come professionisti che si fanno chiamare in quel modo.

E per intenderci, alcuni sono anche sul nostro gruppo.

Quindi è ovvio che non ce l’ho con i consulenti in generale ma solo con quelli incapaci che fanno danni in giro.

Ma, a tal proposito, ultimamente è capitato che qualcuno, in privato o al telefono, mi chieda chiarimenti in merito.

Stavo pensando di farmi seguire da Tizio, ma tu nei tuoi articoli dici che non va bene avere il consulente” (mai detto).

Oppure.

“Io sono con Caio e mi ha suggerito di applicare la strategia X ma volevo prima chiederti cosa ne pensi, perchè se poi scrivi che è una cazzata mi prende male”

Quindi, premesso che devi stare sereno perché NESSUNA SINGOLA scelta può danneggiare in maniera IRREVERSIBILE la salute commerciale del tuo hotel, ti spiego come la penso.

Siamo nel 2016.

Negli ultimi 10 anni il mondo del turismo è cambiato radicalmente.

– è cambiato il modo di cercare informazioni
– sono cambiati i criteri di valutazione degli hotel
– sono cambiate le piattaforme da cui prenotare
– sono cambiati i dispositivi da cui si prenota
– sono cambiate le abitudini di viaggio, il soggiorno medio, la frequenza e la spesa media..

Potrei continuare ancora ma penso che tu abbia capito il senso.

A questo punto ti chiedo:

Cos’è per te un consulente?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

La bufala della booking window e gli hotel senza brand

Ci risiamo.

Con l’inverno ormai alle porte, venditori, consulenti e sedicenti esperti hanno trovato lo spettro con cui terrorizzare gli albergatori per convincerli ad acquistare i propri servizi e trovare un modo per pagare le bollette del gas.

Quest’anno è tornato di moda un grande classico:

La booking window.

Premessa per i neofiti: la booking windows é la finestra temporale tra prenotazione e check-in.

La rifaccio da bar cosi tutti riescono a seguirmi: è il tempo che passa, in media, tra quando il cliente prenota e quando arriva.

Bene, ora andiamo a vedere la tesi degli espertoni (Poi la faccio a fette, tranquillo).

“Il mondo del turismo è cambiato, una volta avevi l’albergo pieno un anno per l’altro, adesso invece i clienti prenotano sempre più sotto data e non si riesce più a pianificare niente.”

Per risolvere il problema l’unico modo è: (a seconda del pulpito)

  • Ti fai seguire da me che ho sviluppato un “metodo supercazzola a caso” che considera tutte le variabili.
  • Ti vendo il mio software che “fa tutto da solo”.
  • Ti prendi il mio sito super top per il mobile perché chi prenota sotto data lo fa sempre dal cellulare.
  • Varie ed eventuali.

Cosa penso?

Puttanate.

Scusa il francesismo, sarà l’influenza di mia moglie che è madre-lingua.

Come funzionano le cose in realtà?

È vero che il mondo è cambiato, che tutto va più veloce e che una volta gli hotel riempivano un anno per altro e ora non più.

Ma qual è il VERO motivo?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Chi altro vuole una dose di pozione magica per un “nuovo” SUPER POTERE?

Da quando, anni fa, ho deciso di mettermi a studiare giorno-e-notte tutto quello che riguarda gli hotel per “distillare” e protocollare le strategie più efficaci, mi sono accorto di una cosa.

La disciplina in assoluto più bistrattata dagli albergatori è sicuramente il copywriting.

E per assurdo il problema è che molti albergatori NON sanno nemmeno di cosa si tratta.

Partiamo dal principio.

Il copywriting è l’arte di “scrivere per vendere”.

Quindi, anche se in italiano avevi 4, non preoccuparti.

Scrivere per vendere non ha niente a che fare con “fare contenta la Prof”.

Detto questo, oggi vorrei farti riflettere su una cosa.

Se è vero (come è vero) che in alcune destinazioni turistiche una buona parte delle trattative avvengono ancora per telefono, se parliamo di marketing è tutta un’altra cosa.

Per mille motivi che non sto qui a spiegare, il settore hotel, da sempre, si presta molto poco alle attività “faccia a faccia” (fiere, conferenze, vendita porta-porta).

Al contrario la maggior parte delle comunicazioni avviene per ISCRITTO.

Provate a pensarci:

  • Sito ufficiale
  • Newsletter
  • Comunicazioni cartacee
  • Blog
  • Social network
  • Email uno a uno

Tutte attività che si fanno scrivendo testi, che hanno l’obiettivo di far compiere un azione al cliente.

E’ vero o no?

Bene, proseguiamo.

Se è vero che la maggior parte delle attività di marketing in hotel si fanno per ISCRITTO…

Come cavolo è possibile che gli albergatori NON considerino la CAPACITA’ di “scrivere per vendere” una competenza FONDAMENTALE per le sorti della propria attività?

Sul serio, spiegamelo te perché io da solo non ci arrivo.

Cioè, ormai anche gli “hotel” di 6 camere fanno revenue management e i gestori sono consapevoli dell’importanza di studiare le statistiche e l’andamento della domanda e NESSUNO si preoccupa di mettere in fila due frasi che si facciano leggere??

Davvero non ci siamo.

Saper scrivere per vendere è una competenza talmente importante che l’unico motivo per cui la ignorate è che NON riuscite a valutare le conseguenze della vostra scelta.

Altrimenti dedicheresti la maggior parte del tempo a studiare SOLO questo. Te lo garantisco.

Facciamo un gioco per aiutarti a capire.

Immagina che stasera io ti invii “una strana ampolla contenente una pozione magica in grado di trasformarvi in un CAMPIONE di copywriting“…

Sai cosa succederebbe DA DOMANI?

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.

Breakfast, marketing & food cost

All’evento, durante l’intervento di Stefano ZannoniBreakfast a 5 stelle“, abbiamo parlato dell’importanza strategica della colazione.

Ti basti pensare che il 90% degli ospiti degli hotel usufruisce del servizio breakfast.

E in un mercato dove il trattamento B&B vede crescere costantemente la sua quota, la colazione rappresenta almeno il 50% dell’esperienza di soggiorno (anche se le statistiche dicono che l’importanza percepita è ancora maggiore).

Ora, molti mi hanno scritto per dirmi che hanno apprezzato tantissimo l’intervento di Stefano.

Ma, mentre alcuni gestori di piccoli hotel a conduzione familiare mi hanno detto “Da lunedì cambio tutto”, per gli hotel strutturati non è cosi facile implementare le migliorie.

Non perché siano oggettivamente complicate da applicare.

Al contrario, il problema, quando c’è un sistema di gestione manageriale, sta nella difficoltà di conciliare un super-servizio con la necessità di far “quadrare i conti”.

Molti responsabili breakfast, ad esempio, sono realmente preparati e sarebbero entusiasti all’idea di fare il salto di qualità, ma sono letteralmente strozzati dai numeri.

Colpa del maledetto food cost

Non fraintendermi.

Ormai mi conosci e sai benissimo quanto io tenga ai numeri e quanto sia oggettivamente ossessionato dal controllo.

Ma i numeri sono e devono rimanere UN MEZZO.

NON IL FINE.

Famo a capisse: considerando che oltre UN MILIONE di recensioni su tripadvisor parlano di colazione e che sempre più ospiti scelgono l’hotel in funzione del valore di questo specifico servizio, oggi il breakfast DEVE essere visto come UN VERO e proprio INVESTIMENTO di marketing.

Non soltanto come costo di erogazione del servizio.

Chiaro?

Bene, seguimi ancora un attimo.

Gian Marco Montanari

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e crescita personale. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero.